domenica 13 dicembre 2009

Nemmeno un rigo nell'indice dei nomi per Giorgiana Masi

Roma,12 Maggio '77, i militanti radicali "festeggiano" i tre anni trascorsi dalla loro vittoria nello storico referendum sul divorzio (i favorevoli alla non abrogazione della legge Baslini - Fortuna, che aveva introdotto il divorzio anche in Italia,vinsero di gran lunga sui favorevoli all'abrogazione di questo nuovo istituto familiare). Ad un certo momento scoppiano dei tafferugli: i poliziotti in borghese dell'onorevole Francesco Cossiga, ministro dell'Interno, sparano ad altezza d'uomo e feriscono mortalmente la giovane Giorgiana Masi, 19 anni, simpatizzante radicale, che aveva il solo torto di manifestare pacificamente per le proprie idee. Dicembre 2009 sono trascorsi 32 anni dalla morte della povera Giorgiana ed i suoi familiari attendono ancora giustizia per questo ennesimo delitto di Stato, rimasto senza colpevoli (1)Panorama, maggio 2002, intervista a Claudio Amendola, che ricorda la sua gioventù militante e di quel tragico 12 maggio del '77 i colpi sparati ad altezza d'uomo dai poliziotti in borghese; 2)in un altro numero di Panorama, credo del 2008, viene intervistata la sorella di Giorgiana, che accenna ai troppi "misteri" di Stato nella morte di sua sorella). Ritorniamo al Dicembre 2009, esce nelle librerie di tutta Italia l'ultimo libro di Francesco Cossiga, presidente emerito della repubblica italiana, intitolato LA VERSIONE DI K. Sono andato a sfogliare l'indice dei nomi - una mia piccola mania, quando sfoglio un saggio storico - ed ho subito cercato il nome della cara Giorgiana (che sta nel pantheon dei miei eroi civili, insieme ai miei camerati "giustiziati" dallo Stato Democratico e soprattutto Antifascista).Ebbene nemmeno un rigo di stampa per Giorgiana Masi: il massimo responsabile dell'ordine pubblico della turbolenta Italia di quegli anni non si sente ancora in dovere di fare luce su quella brutta vicenda, in cui i tutori dell'ordine finirono per trasformarsi in assassini senza volto. Giovanni Fonghini

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