domenica 27 dicembre 2009

Viterbo, Ospedale Belcolle, Emodinamica: CHIUSO PER RIPOSO FESTIVO

Ogni mattina appena mi alzo do un rapido sguardo al Televideo Rai per le ultime notizie e una drammatica notizia letta ha mandato all'aria i miei propositi di scrivere un post sugli articoli di Aldo Cazzullo e di Luciano Lanna sul giornalista Gianni Pennacchi, recentemente scomparso (nella testa e nel cuore avevo già tutto il post precostruito con accenni documentati al '68 caldo dei giovani di destra che sognavano l'Europa Nazione e sfilavano insieme ai loro coetanei "rossi", il cui riferimente era Ho Chi Minh).
Ma l'indignazione che ha suscitato in me la notizia della morte di un paziente cardiopatico per la chiusura nei giorni festivi del Laboratorio di Emodinamica ha preso giustamente il sopravvento su tutto il resto.
Sono infuriato come essere umano, come cittadino italiano, come cittadino viterbese, e, non ultimo, come grave malato cronico.
Da anni per la mia malattia renale frequento l'Ospedale Belcolle di Viterbo e da un anno a questa parte anche il Policlinico Le Scotte di Siena.
Quindi ben conosco, sulla mia pelle e su quella di tre miei familiari uccisi dal sistema sanitario italiano (mio padre nel 1970, mia madre nel 1984, la mia sorella maggiore nel 2000), le inefficienze e la schizofrenia burocratica della Sanità del sistema Italia.
Accadimenti come questi - un paziente cardiopatico muore perchè il laboratorio di Emodinamica è chiuso nei giorni festivi - non debbono più accadere, tantomeno oggi che siamo nel 2009 e in un paese civile (perlomeno così si ostinano a chiamarlo i nostri governanti tutti presi dal "legittimo impedimento", mentre la gente muore per i reparti ospedalieri chiusi, gli operai e i lavoratori perdono il loro prezioso posto di lavoro e Marchionne continua a ricevere gli incentivi e intanto licenzia senza guardare in faccia a nessuno).
Oltre 7 anni di Dialisi (una delle poche "eccellenze" dell'ospedale di Belcolle, che per alcune inefficienze non ha nulla da invidiare ai famigerati ospedali del Sud) mi hanno insegnato una cosa ovvia, quanto elementare: quando un dializzato o malato renale accertato accusa malori in un giorno festivo, sa di dover subito andare al Pronto Soccorso, che immediatamente si preoccupa di contattare medico ed infermiere per riaprire nel più breve tempo possibile la sala di emodialisi chiusa nei giorni festivi (nel gergo si chiamano i "reperibili").
Perchè la stessa, chiedo al direttore generale e sanitario della Asl, al sindaco della nostra città, al commissario governativo alla sanità della regione, al ministro Fazio, non può accadere per il laboratorio di emodinamica e per tutte le altre strutture sanitarie-ospedaliere delle quali si rendesse necessaria l'apertura nei giorni festivi?
Il male, si sa, non conosce calendario e ognuno di noi può in qualunque giorno dell'anno avere bisogno di cure e trattamenti particolari, che non possono ovviamente essere praticati in un reparto di degenza.
Io mi vergogno di essere italiano, quando leggo queste notizie drammatiche e sono veramente stufo delle scuse di prammatica che i vari "capoccioni" estenderanno prontamente, siatene certi, ai familiari attoniti e sbigottiti di quest'uomo morto.
Cristianamente chiedo una preghiera anche per lui e per tutti gli altri, che con un sistema sanitario veramente efficiente sarebbero in alcuni casi ancora vivi; ma LAICAMENTE invito tutti gli uomini liberi, affinchè alzino alta la loro voce di sdegno e sappiano sempre mantenere intatta la capacità di indignarsi anche e soprattutto per gli altri che non conoscono (è troppo comoda l'indignazione, quando le inefficienze toccano noi e i nostri cari).
Giovanni Fonghini

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