lunedì 25 gennaio 2010

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mercoledì 20 gennaio 2010

Nè Bene nè Male Assoluto

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domenica 17 gennaio 2010

Un affare da 184 milioni di euro sulla pelle dei malati

Leggo su Poliblog il post di Marco Paganini sull'ennesimo scandalo all'italiana circa l'affare miliardario che ha fatto l'azienda l'azienda Novartis, vendendo allo stato italiano ben 24 milioni di dosi di vaccino per la modica cifra di 184 milioni di euro.
Non c'è un errore di battitura: avete letto bene e una cifra così colossale è stata stabilita in base ad un contratto a trattativa privata, che ha ovviamente -scandalo nello scandalo- messo l'azienda Novartis in condizioni di esclusivo vantaggio su tutte le altre aziende concorrenti.
Purtroppo non finisce qui: si parla addirittura di un accordo segreto, secondo il quale la Novartis non sarebbe stata responsabile di eventuali danni provocati dai suoi vaccini venduti a peso d'oro.
Nel settimanale Altreconomia potete trovare altri illuminanti dettagli; vista l'enormità della cosa la Corte dei Conti sta indagando in merito.
Che cosa posso dire a questo punto da cittadino, da contribuente e non ultimo da "grave malato cronico" (in quanto trapiantato renale)?
Lo schifo, la rabbia e il disprezzo nei confronti di questi mercanti della salute e di chi ha sottoscritto per il nostro Stato questo vergogno accordo mi sommergono.
Vorrei fare come fece Gesù nel Tempio con i mercanti di allora, che avevano invaso uno spazio sacro con le loro carabattole e mercanzie: Gesù li scaccio gettando a terra i loro averi.
Ditelo ai sacerdoti, che vi inducono con le loro prediche ad una "serena e cristiana rassegnazione".
Non dobbiamo rassegnarci, dobbiamo lottare, anche se i nostri mezzi di cittadini e di uomini liberi sono poca cosa rispetto a quelli che possiedono le grandi lobbies farmaceutiche (media scientifici compiacenti, politicanti prezzolati, banchieri interessati alle loro laute commissioni).
Questo è il quadro desolante della nostra Italia.
Un'Italia in cui i malati cronici, come me, sono stati "sollecitati" a vaccinarsi sia per l'influenza stagionale che per l'influenza da virus AH1N1 (salvo poi verificare che larga parte della classe medica e paramedica si è furbamente ben guardata dal farlo; si è preferito che il vaccino per il virus AH1N1 lo sperimentassimo noi sulla nostra pelle).
E che dire poi dire dello sconfortante balletto di notizie dei mesi scorsi, il più delle volte contrastanti tra loro? Un giorno l'esperto A ci diceva nel TgB che era importante il vaccino per la stagionale, lo stesso giorno -magari alla stessa ora- un altro esperto in un altro Tg ci diceva invece: "Assolutamente no, è più importante vaccinarsi contro il virus AH1N1". Vi ricordate poi l'elenco delle categorie a rischio: prima i bambini, poi le donne in stato interessante, poi no retromarcia, prima gli operatori pubblici delle categorie a più stretto contatto con il pubblico e così via. Ogni giorni i commentatori televisivi ci vendevano la loro verità assoluta, salvo poi aggiornarla il giorno successivo o nell'edizione serale, rispetto a quella delle 13.
Poi due parole vogliamo spenderle anche su questi grandi esperti (ospiti di lusso in troppe trasmissioni tv) che avevano previsto una nuova pandemia come ai tempi della Spagnola negli anni della 1a Guerra Mondiale?
Non è anche grazie alle loro previsioni -sistematicamente smentite- che il nostro ineffabile governo si è affrettato ad acquistare ben 24 milioni di dosi di vaccino? Chi paga, oltre a tutti i contribuenti onesti, questo macroscopico errore? Voglio poi dire alla dirigenza Rai (l'altra è privata e quindi è affar loro): visto che questi esperti toppano così spesso, volete smetterla di invitarli a spese di noi contribuenti a dire colossali sciocchezze in tv? Se vogliono andare in tv a dire la loro che almeno  ci vadano gratis et amore Dei.
La nostra società italiana, se vuole risorgere, deve ritrovare un senso Etico Comune, secondo il quale chi si è macchiato di una colpa così enorme, come questo sciagurato accordo sulla vendita dei vaccini, quando va in giro deve sentire su di sè lo sdegno e la disapprovazione degli altri.
E in proposito mi piace ricordare l'episodio di un parlamentare del regno Sabaudo, che ingiustamente accusato del furto di un pennino, per l'onta di questa accusa si impiccò.
Altri tempi purtroppo, oggi per le ingiuste accuse non si impicca quasi più nessuno, salvo i giusti e i puri d'animo (che ancora ce ne sono in questo squallido e schifoso mondo moderno).
Giovanni Fonghini

lunedì 4 gennaio 2010

Idee regalo | Nuovoconsumo.it

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L'eminente dignità del provvisorio: Quarant'anni con Alan Ford e il Gruppo TNT

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L'eminente dignità del provvisorio: Gianni Pennacchi, il sessantottino venuto da Littoria (di Luciano Lanna)

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Nicola Rao

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A DESTRA PER IL SOCIALE: Sulla socializzazione/4 - da Il Fondo di Miro Renzaglia

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