mercoledì 31 marzo 2010

Sanità viterbese: meglio evitare toni trionfali, ancora tanto c'è da fare

Da alcuni media locali apprendo la notizia estremamente positiva che finalmente il reparto di Emodinamica dell'ospedale Belcolle di Viterbo funzionerà regolarmente 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno.
Riepilogando la vicenda, per chi la ignorasse o l'avesse dimenticata: lo scorso mese di Dicembre ci fu il decesso di un paziente, i cui familiari, prima della sua morte, avevano invano chiesto l'apertura in un giorno festivo del reparto di Emodinamica.
I responsabili del reparto negarono l'autorizzazione all'apertura, in quanto i giorni festivi non c'era la disponibilità del personale medico ed infermieristico specialistico.
I media locali e nazionali diedero grande risalto alla triste vicenda e anche il senatore Ignazio Marino intervenne in merito.
Anch'io scrissi un post il 27 dicembre '09 dal titolo "Viterbo, Ospedale Belcolle, Emodinamica: CHIUSO PER RIPOSO FESTIVO" http://giovannifonghiniunavocefuoridalcoro.blogspot.com/2009/12/viterbo-ospedale-belcolle-emodinamica.html .
Quindi, tornando ai giorni nostri, finalmente la sanità Viterbese dispone di un servizio, credo di alto livello, che funziona con maggiore efficienza rispetto all'orario "ridotto" dei mesi scorsi.
In ogni caso un decesso è avvenuto e anche se, come dicono i vertici della Asl tutto il possibile è stato fatto a prescindere dalla mancata apertura del reparto di Emodinamica in un giorno festivo, una vita umana che viene meno, quale che sia l'età dell'individuo che la perde, merita maggiore Rispetto e toni meno trionfalistici.
Secondo il mio modesto parere di cittadino e di grave malato cronico Viterbo e la sua provincia hanno oggi quel che avrebbero già dovuto avere ieri.
E non mi consola di certo il fatto - anzi mi fa indignare maggiormente - sapere che la mia provincia è la prima nel Lazio a disporre di tale servizio con orario h24 ogni giorno dell'anno, al di fuori delle mura della capitale.
Viterbo, 31 Marzo '10
Giovanni Fonghini

lunedì 29 marzo 2010

Difendiamo meglio i tesori della Tuscia

Ieri, domenica 28, durante i miei giri domenicali con una mia carissima amica ci siamo recati a Cellere in provincia di Viterbo per rivedere (lei per la prima volta) un gioiello rinascimentale del grande architetto pontificio Antonio da Sangallo il Giovane: la chiesa di S. Egidio.
La domenica spesso in buona compagnia vado a scoprire o a rivedere luoghi antichi e "memorabili" lontani dalle mete affollate del turismo di massa.
Questa chiesa infatti l'avevo vista oltre 20 anni fa in compagnia di un amico, che aveva un genitore nato in quelle zone.
Il ricordo lontano dei nostri giri domenicali me l'aveva rinfrescato un sito web nato da poco, che promuove il mio bellissimo e ricchissimo territorio, la Tuscia; il sito infatti si chiamaTusciagenda http://www.tusciagenda.it/ .
In questo sito si può anche scaricare il quindicinale MeltingPot, nel cui ultimo numero in distribuzione c'è un articolo che tra i tesori da scoprire cita proprio a Cellere la chiesa di S. Egidio.
Io dalla nascita vivo in questa zona e la conosco abbastanza bene, eppure, nonostante la mia conoscenza, arrivati in questo comune ho subito trovato difficoltà a trovare la chiesa.
Troppo spesso dalle mie parti le emergenze architettoniche, i luoghi naturali e tutto quello che di bello cè da ammirare - e credetemi è veramente tanto - non hanno una adeguata segnaletica che orienti il turista, italiano o straniero che sia.
Usciamo infatti dall'abitato e dopo una lunga ripida discesa inizia tra i campi una strada, naturalisticamente interessante (non lontano da qui nella Selva del Lamone operava il famogerato brigante Domenico Tiburzi), ma di S. Egidio nemmeno l'ombra.
C'erano altri segnali che indicavano altri luoghi; arrivo ad un bivio e armato di "tigna",ovvero testardaggine alla massima espressione come si dice dalle mie parti, torno indietro alla ricerca ostinata della chiesa.
Infatti poco dopo ritornati nei pressi dell'abitato sulla sinistra lungo la discesa vediamo un cartello stinto e non molto leggibile che indica la nostra meta, la chiesa di S. Egidio.
Miracolo: mi addentro con l'auto e la strada praticamente non esiste: legname abbandonato, poco sotto della terra accastata, materiale di risulta, uno Sconcio!
Però a pochi metri il gioiellino rinascimentale è lì triste e abbandonato. Dopo tanto girovagare parcheggio in qualche modo e facciamo qualche passo a piedi per ammirarlo.
Da anni per naturale passione promuovo in ogni modo la mia terra, consapevole delle sue tante bellezze e della totale idiozia e cecità di noi Viterbesi (intendo gli abitanti della provincia, non solo quelli del comune capoluogo dove sono nato e vivo) nel non saper mantenere e promuovere le nostre enormi ricchezze.
Per anni da comunicatore ho fatto questo anche professionalmente insieme al mio grande amico Carlo Maria Cardoni, che ci ha lasciato troppo presto circa due anni fa.
Una delle sue ultime manifestazioni si intitolava "Viterbesi nel Mondo", per promuovere i nostri conterranei che si sono distinti nei diversi campi delle attività e dello scibile umano.
Ma torniamo a noi: prendete qualsiasi libro di storia dell'arte o consultate Wikipedia, Antonio da Sangallo il Giovane è uno degli architetti rinascimentali più grandi, tanto è vero che operò per lunghi anni al servizio di tanti papi e al servizio della famigli Farnese, che annovera tra i suoi membri più illustri papa Paolo III nato nel Viterbese.
Ovviamente tante opere del Sangallo Giovane si trovano anche a Roma città papale per antonomasia.
Questo disinteresse ed incuria nei confronti delle bellezze della mia Tuscia mi fanno veramente rabbia: dopo la notizia del 25 marzo pubblicata su Libero News che riportava il commento entusiastico di un giornalista del Financial Times in seguito alla sua visita a Viterbo viaggi.libero.it/news/viterbo-che-sogno-financial-times-ne2084.phtml, questa doccia fredda me la sarei veramente evitata.
Cari signori amministratori della Tuscia (tra pochi giorni avremo peraltro un nuovo presidente di provincia ed un nuovo governatore della regione Lazio), egregio sindaco di Cellere, signor presidente dell'APT di Viterbo e provincia pensate di provvedere in merito e darci/darmi delle risposte convicenti?
Pensate davvero che un gioiello rinascimentale di un grandissimo architetto meriti questa incuria?
E' così che promuoviamo la domanda turistica nella nostra Tuscia?
Come dicono a Striscia La Notizia io il mio nodo al fazzoletto l'ho fatto, spero che lo facciano insieme a me tanti altri cittadini viterbesi e non, amanti dei nostri numerosissimi tesori d'Italia.
Viterbo, 29 marzo '10
Giovanni Fonghini

lunedì 8 marzo 2010

Renata vieni a visitare l'ospedale di Viterbo con me

Cara Renata Polverini mi rivolgo a te, che ho scelto quale mio candidato alla presidenza della regione Lazio - nonostante le numerosissime perplessità che nutro anche verso il PdL - per sottoporti da cittadino viterbese e da grave malato cronico, in quanto trapiantatato renale, un problema concreto che merita di essere risolto dopo le chiacchiere dei politici di ogni colore di oltre 30 anni. Ovvero quello di un ospedale completato ed efficiente.
Questa mattina mi sono recato all'ospedale Belcolle della mia città di Viterbo (l'originario progetto risale agli anni '70 e la struttura, inaugurata nei primi anni '90, ha ancora dei settori da completare) per una serie di accertamenti cardiologici di controllo dopo un anno e qualche mese dal trapianto.
Ebbene cara Renata si presuppone che un paziente che deve fare l'ecg da sforzo qualche problema di salute lo tenga: questa mattina a Viterbo faceva un freddo polare e lì a Belcolle - sito scelto improvvidamente dal ras democristiano viterbese dell'epoca - era ancora più pungente.
Nonostante circa 10 anni di frequentazione di questo ospedale, che ha praticamente 3 ingressi, sbaglio per l'appunto l'ingresso: il mio, abbastanza lontano dal parcheggio, era il 2° dove a pianoterra c'è la camera mortuaria.
Un buon viatico tanto per iniziare: infreddolito, arrabbiato per l'errore circa l'entrata (fuori l'ennesima trincea stradale per i soliti lavori, un furgone delle onoranze funebri, un'autoambulanza, così all'ingresso come prima prova da sforzo ti fai una bella gimkana dopo una salutare "polare" passeggiata, una vera mano santa per chi soffre di ipertensione arteriosa) entro e faccio qualche minuto di fila per salire al 4° piano.
Gli ascensori sono solo due, abbastanza lenti e sottoposti a continui lavori di riparazione.
Insomma arrivo lì al mio piano e una signora, per fortuna abbastanza gentile, mi accoglie per fare il 1° accertamento, un'ecocardiogramma.
Il medico alla fine dell'accertamento mi consegna il referto e mi invita ad entrare nel corridoio per fare gli altri accertamenti.
Qui la prima sorpresa cara Renata: l'ambulatorio degli ecg si trova nel corridoio della degenza, davanti quindi ad una stanza con dei pazienti, che avrebbero il sacrosanto diritto di una maggiore riservatezza, senza degli estranei che aspettano in piedi - io all'incirca 1 ora - di fare i loro altrettanto sacrosanti accertamenti, magari seduti e in una sala d'attesa, come si converrebbe ad una nazione civile con dei servizi efficienti a misura di malato.
Questa lunga introduzione, che può apparire noiosa a chi ha la fortuna di non frequentare gli ospedali, era per dire che chi voglia fare politica a qualunque livello, consigliere in un municipio o presidente di regione, deve mettersi nei panni della gente semplice, che non ha i mezzi per andare a curarsi privatamente in Svizzera o altrove e che deve pretendere dallo Stato di essere accolto, trattato e curato nel miglio modor possibile, nel rispetto della propria privacy e delle proprie esigenze di individuo.
Troppo spesso anche molti operatori della sanità dimenticano che dietro al malato c'è appunto una persona, un individuo.
Insomma Renata, se prima di terminare il tour elettorale ritorni a Viterbo, fammi cercare dai miei amici, che provengono da AN (uno di loro in particolare avrà la mia preferenza e spero proprio che siederà nei banchi della Pisana) e fatti un bel giro con me all'ospedale di Belcolle.
Sarà illuminante, te lo assicuro e ti mostrerò molte delle inefficienze di questa struttura, che ho vissuto e ancora vivo sulla mia pelle da malato.
Un'ultima piccolissima considerazione sul decreto interpretativo dell'immaginifico Berlusconi.
Forse ha voluto imitare i giovani francesi del maggio '68: uno dei loro slogan era "fantasia al potere", Silvio invece ha creato la "fantasia legislativa al potere".
E mi chiedo: se negli anni '70, quando vigeva l'arco costituzionale, a presentare le liste in maniera superficiale e, credo, errata, fosse stato il mio caro vecchio indimenticabile MSI, sarebbe intervenuto anche allora un decreto legge a salvarne la partecipazione alle elezioni?
Con affetto,
il tuo elettore non aderente al PdL "irriducibile" missino di sinistra
Giovanni Fonghini

martedì 2 marzo 2010

Dilettanti allo sbaraglio

Sono letteralmente sbalordito per le notizie che leggo circa i numerosi problemi delle liste collegate a Renata Polverini (verso la quale, fino a prova contraria, rimane immutata la mia stima ed il mio sostegno elettorale). Addirittura si parla di esclusione del suo listino con la conseguenza nefasta della caduta della sua candidatura a governatore del Lazio. Roba da marziani.

 Non so perchè, ma mi sembra di vedere la trasmissione televisiva La Corrida applicata alla politica, ovvero "dilettanti allo sbaraglio". Come ricordava anche Guido Virzì su Facebook ai tempi del caro vecchio MSI queste cose sarebbero state inconcepibili; i militanti più agguerriti facevano la fila ore prima per aggiudicarsi le prime posizioni nelle liste e dall'altra parte, credetemi, i militanti ad esempio del PCI non erano da meno.

Non parlo dei berluscones, in quanto provengo da un'altra famiglia, ma il presidente Fini cofondatore del PdL sarà bene che riveda i quadri di molti dei suoi ex di AN (altrimenti quelli del PD, è ovvio, non possono esimersi dall'ironizzare).

Che dire? Auguro alla cara Renata che tutto si risolva per il meglio, ma a cose fatte almeno una riflessione è d'obbligo.

Viterbo, 02 Marzo'10

Giovanni Fonghini