lunedì 8 marzo 2010

Renata vieni a visitare l'ospedale di Viterbo con me

Cara Renata Polverini mi rivolgo a te, che ho scelto quale mio candidato alla presidenza della regione Lazio - nonostante le numerosissime perplessità che nutro anche verso il PdL - per sottoporti da cittadino viterbese e da grave malato cronico, in quanto trapiantatato renale, un problema concreto che merita di essere risolto dopo le chiacchiere dei politici di ogni colore di oltre 30 anni. Ovvero quello di un ospedale completato ed efficiente.
Questa mattina mi sono recato all'ospedale Belcolle della mia città di Viterbo (l'originario progetto risale agli anni '70 e la struttura, inaugurata nei primi anni '90, ha ancora dei settori da completare) per una serie di accertamenti cardiologici di controllo dopo un anno e qualche mese dal trapianto.
Ebbene cara Renata si presuppone che un paziente che deve fare l'ecg da sforzo qualche problema di salute lo tenga: questa mattina a Viterbo faceva un freddo polare e lì a Belcolle - sito scelto improvvidamente dal ras democristiano viterbese dell'epoca - era ancora più pungente.
Nonostante circa 10 anni di frequentazione di questo ospedale, che ha praticamente 3 ingressi, sbaglio per l'appunto l'ingresso: il mio, abbastanza lontano dal parcheggio, era il 2° dove a pianoterra c'è la camera mortuaria.
Un buon viatico tanto per iniziare: infreddolito, arrabbiato per l'errore circa l'entrata (fuori l'ennesima trincea stradale per i soliti lavori, un furgone delle onoranze funebri, un'autoambulanza, così all'ingresso come prima prova da sforzo ti fai una bella gimkana dopo una salutare "polare" passeggiata, una vera mano santa per chi soffre di ipertensione arteriosa) entro e faccio qualche minuto di fila per salire al 4° piano.
Gli ascensori sono solo due, abbastanza lenti e sottoposti a continui lavori di riparazione.
Insomma arrivo lì al mio piano e una signora, per fortuna abbastanza gentile, mi accoglie per fare il 1° accertamento, un'ecocardiogramma.
Il medico alla fine dell'accertamento mi consegna il referto e mi invita ad entrare nel corridoio per fare gli altri accertamenti.
Qui la prima sorpresa cara Renata: l'ambulatorio degli ecg si trova nel corridoio della degenza, davanti quindi ad una stanza con dei pazienti, che avrebbero il sacrosanto diritto di una maggiore riservatezza, senza degli estranei che aspettano in piedi - io all'incirca 1 ora - di fare i loro altrettanto sacrosanti accertamenti, magari seduti e in una sala d'attesa, come si converrebbe ad una nazione civile con dei servizi efficienti a misura di malato.
Questa lunga introduzione, che può apparire noiosa a chi ha la fortuna di non frequentare gli ospedali, era per dire che chi voglia fare politica a qualunque livello, consigliere in un municipio o presidente di regione, deve mettersi nei panni della gente semplice, che non ha i mezzi per andare a curarsi privatamente in Svizzera o altrove e che deve pretendere dallo Stato di essere accolto, trattato e curato nel miglio modor possibile, nel rispetto della propria privacy e delle proprie esigenze di individuo.
Troppo spesso anche molti operatori della sanità dimenticano che dietro al malato c'è appunto una persona, un individuo.
Insomma Renata, se prima di terminare il tour elettorale ritorni a Viterbo, fammi cercare dai miei amici, che provengono da AN (uno di loro in particolare avrà la mia preferenza e spero proprio che siederà nei banchi della Pisana) e fatti un bel giro con me all'ospedale di Belcolle.
Sarà illuminante, te lo assicuro e ti mostrerò molte delle inefficienze di questa struttura, che ho vissuto e ancora vivo sulla mia pelle da malato.
Un'ultima piccolissima considerazione sul decreto interpretativo dell'immaginifico Berlusconi.
Forse ha voluto imitare i giovani francesi del maggio '68: uno dei loro slogan era "fantasia al potere", Silvio invece ha creato la "fantasia legislativa al potere".
E mi chiedo: se negli anni '70, quando vigeva l'arco costituzionale, a presentare le liste in maniera superficiale e, credo, errata, fosse stato il mio caro vecchio indimenticabile MSI, sarebbe intervenuto anche allora un decreto legge a salvarne la partecipazione alle elezioni?
Con affetto,
il tuo elettore non aderente al PdL "irriducibile" missino di sinistra
Giovanni Fonghini

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