venerdì 9 aprile 2010

Non facciamo pagare ai malati i dissesti finanziari della sanità nel Lazio

Ieri su un importante quotidiano nazionale c'era una pagina a pagamento a cura di due associazioni che operano nell'ambito della tutela della salute dei cittadini: CittadinanzAttiva Lazio http://www.lazio.cittadinanzattiva.it/ e Associazione Malati di Reni http://www.malatidireni.it/, dove si annunciava il ripristino dell'esenzione dal pagamento del ticket per l'acquisto dei prodotti aproteici da parte dei malati di insufficienza renale cronica nella regione Lazio.
In mezzo a tante brutte e squallide notizie finalmente ne leggo una positiva; nei mesi scorsi infatti il commissario governativo alla sanità  laziale aveva decretato che questi prodotti fossero acquistati di tasca loro da parte dei malati.
Come dire: signori cari il bilancio della sanità laziale è malmesso, quindi bisogna tagliare.
Notevole risalto era stato dato alla notizia dai media anche nel web con discussioni accalorate. Anch'io per la mia piccola parte avevo partecipato con commenti "caldi", in quanto quando c'è da tagliare nessuno pensa ad ottimizzare e risparmiare su cose poco necessarie, bensì si toglie a chi ne ha bisogno.
Personalmente detesto da sempre coloro i quali non hanno memoria del loro passato: io un anno e mezzo fa ho subito un trapianto renale, però non dimentico mai che per un anno e qualche mese - poi ho fatto 7 anni e oltre di dialisi - mi sono nutrito di prodotti aproteici.
Ricordo ancora il calvario nella primavera del 2000 per ottenere questa benedetta esenzione a "spasso" tra un ufficio e l'altro della ASL di Viterbo con una pressione arteriosa alle stelle e una anemia da far tremare i polsi a qualunque specialista.
Le forze magari mi mancavano, non però la rabbia e lo sdegno espressi apertamente di fronte agli operatori di questi servizi così male organizzati per le esigenze di persone malate.
Tutto questo per dire che, se oggi ho la fortuna di mangiare come una persona sana (con attenzione e limitazioni, certo), non dimentico la sventura di altri che sono costretti per tenersi in piedi a nutrirsi con i prodotti aproteici, necessari al loro sostentamento.
Quindi la meritoria opera di queste due associazioni (ricordo volentieri l'instancabile Roberto Costanzi, che ho avuto modo di conoscere personalmente) è una vittoria e una riconquista di tutti i cittadini sani e malati del Lazio.
I dissesti e i disastri finanziari dellle precedenti giunte regionali non dobbiamo pagarli noi cittadini e ancor meno quelli che, come me e tanti altri, sono gravi malati, cronici e non.
Un'ultima considerazione: secondo voi un malato renale del Lazio è diverso da uno della Basilicata o della Valle d'Aosta? Non credo: il mio sogno infatti è che queste prestazioni siano erogate nella stessa maniera in  ogni parte d'Italia, a prescindere dalla regione di residenza.
Va bene l'autonomia, ma la malattia è uguale a Viterbo come ad Aosta.
E speriamo che il ministro Calderoli non abbia da ridire in merito.
Viterbo, 9 Aprile '10
Giovanni Fonghini

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