mercoledì 28 luglio 2010

Una vecchia questione...morale

Dunque si ritorna a discutere di questione morale, di onestà, di rispetto delle leggi.
Il quadro della nostra Italia è penoso, desolante: i media ci parlano di tempeste mediatiche, rese dei conti, probiviri, espulsioni, guerre tra bande, conventicole criminali-affaristiche di ogni specie.
Alle figure politiche del passato di adamantina onestà come ad esempio Giorgio Almirante, Enrico Berlinguer, Giorgio La Pira, troviamo narrate le vicende di personaggi, le cui dichiarazioni, frequentazioni e spesso le colossali fortune economiche personali, ci fanno quantomeno sorgere dubbi e perplessità.
All'inizio di Tangentopoli io fui tra i più entusiasti dell'opera di quei magistrati, salvo poi successivamente dovermi ricredere clamorosamente. Il sogno politico e civile di vedere defunta la Prima Repubblica con tutto il suo carico di ruberie, ingiustizie, malcostume e malaffare svanì: la prima repubblica non era morta, si era solo fatta qualche ritocco e un pò di maquillage.

lunedì 19 luglio 2010

In ricordo di Paolo

Domenica 19 luglio 1992: a casa infastidito dal caldo facevo zapping tra un canale tv e l'altro, quando l'edizione straordinaria di non ricordo quale tg dette la notizia di uno spaventoso attentato in una via di Palermo, via D'Amelio. In quell'attentato perdevano la vita il giudice Paolo Borsellino e i componenti della sua scorta, tra i quali c'era una giovane agente di polizia, Emanuela Loi.
Piansi, piansi molto quel giorno maledetto, di dolore e di rabbia contro uno stato inerte di fronte allo strapotere della mafia.
Conoscevo bene, stimavo e ammiravo molto l'opera straordinaria e instancabile di Paolo Borsellino, che con Giovanni Falcone - ucciso a Capaci con la moglie e la sua scorta meno di 2 mesi prima - aveva istruito il famoso maxiprocesso, che portò alle condanne definitive di numerosi esponenti di Cosa Nostra.

venerdì 9 luglio 2010

Al ministero della Brambilla sono a corto di idee...e di fondi

Ieri l'altro molti tg ci hanno presentato il nuovo spot del ministero del turismo per promuovere le bellezze della nostra Italia da noi e all'estero, attraverso Rai International (così leggo dal Corriere della Sera di giovedì 8 luglio). Senonchè la voce fuori campo mi suonava familiare senza essere quella di un attore, uno sportivo o un altro testimonial scelto per l'occasione.
Entusiasta al settimo cielo il ministro Michela Vittoria Brambilla ci spiega che la voce è addirittura quello di Silvio Berlusconi in persona, il quale "non ha voluto alcun compenso" (la fonte è sempre il Corrierone).
Cesarismo, emulazione del Re Sole, protagonismo smodato o che altro? Quale nome vogliamo dare a questo comportamento del presidente del consiglio?

venerdì 2 luglio 2010

Che bello quel cinema dell'Italia povera del dopoguerra

Stamani in tv ho visto un vecchio film italiano del 1948 per la regia di Mario Camerini interpretato da Anna Magnani e Massimo Girotti "Molti sogni per le strade".
Un film definito drammatico che in alcuni momenti mi ha fatto commuovere.
L'Italia descritta è quella del dopoguerra: il protagonista, Girotti, è alle prese con la ricerca di un lavoro e non ha di che sfamare se stesso e la sua famiglia, con la moglie, Anna Magnani e un piccolo figlio di pochi anni dai capelli chiari. Malsuggerito da un altro poveraccio, dopo aver ricevuto l'ennesimo rifiuto alla sua richiesta disperata di un posto di lavoro, tenta maldestramente un colpo e sottrae dal garage del suo più caro amico - compagno d'armi in Africa dove ha perso l'uso di una gamba - la lussuosa auto di un industrialotto, con l'intento di rivenderla e sistemare così i guai economici della propria famiglia.

giovedì 1 luglio 2010

Luglio 1960: cade il governo Tambroni (ma il congresso del MSI è solo un utile pretesto)

Torniamo indietro di cinquant'anni, al 1960: sul soglio di Pietro c'è il Papa Buono Giovanni XXIII, nei bar fa la sua apparizione un gelato nuovo il Cornetto, Fred Buscaglione impazza alla radio con la canzone di Leo Chiosso Eri Piccola così, Totò ci fa divertire con numerosi film - tra cui Chi si ferma è perduto - , la futura moglie del Molleggiato Claudia Mori è tra le protagoniste del film Cerasella di Raffaello Matarazzo, Albertone e la regia di Luigi Zampa ci regalano Il Vigile - girato perlopiù a Viterbo e nelle sue vicinanze, mia madre mi porta in carrozzina a vedere le riprese - , il MSI è guidato da Arturo Michelini, l'uomo che vuole legittimare il partito dei postfascisti nei confronti della DC, così da farlo entrare nella stanza dei bottoni.
Nel mese di maggio il MSI convoca per luglio, dal 2 al 4, il suo sesto congresso nazionale a Genova, città decorata con la medaglia d'oro della Resistenza. Il 29 aprile, dopo le dimissioni di tre suoi ministri, Fernando Tambroni uomo della sinistra DC, amico del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e vicino alle tesi fanfaniane, al Senato ottiene la fiducia per il suo governo, grazie ai preziosi voti del MSI. "Tambroni prende coraggio e il suo governo si spinge al di là dell'ordinaria amministrazione. Riduce il prezzo delle carni, della benzina, dello zucchero e di altri generi di prima necessità. Inoltre sostiene le rivendicazioni salariali di numerose categorie sociali, promette incentivi e finanziamenti alle industrie, progetta investimenti nel Meridione." (dal libro Storia della Destra di Adalberto Baldoni). Per le misure prese il governo Tambroni si presenta come autenticamente popolare. Certo...per le sinistre e larga parte della DC c'è quella macchia, quel peccato originale dei voti fascisti del MSI. Insomma la cosa non depone a favore. Infatti dopo un primo silenzio le sinistre iniziano a lavorare per impedire lo svolgimento di quel congresso e attraverso di esso porre fine all'esperimento Tambroni, costretto per la legge dei numeri ad  accettare i voti degli eredi del fascismo. Diversi sono gli scontri con la polizia nel mese di giugno, si convoca per il 2 luglio - data di inizio del congresso missino - un comizio con la presenza di Ferruccio Parri, presidente del consiglio dei ministri subito dopo la Liberazione. Il 30 giugno viene indetto dalla Camera del Lavoro di Genova uno sciopero generale e violentissimi sono gli scontri con la polizia, soprattutto in piazza De Ferrari, al termine dei quali si conteranno novanta poliziotti feriti, contusi centoventotto - ufficiali, sottufficiali e guardie di PS - , diciotto automezzi della Celere distrutti o danneggiati, feriti lievi due ufficiali e tre militari dei CC, nove dimostranti costretti al ricovero in ospedale (dal Libro DUE VOLTE GENOVA di Adalberto Baldoni). La miccia innescata per impedire il congresso missino ha preso fuoco oramai. Subdolamente qualche giorno prima è stata fatta circolare una notizia falsa: il congresso sarà presieduto da Carlo Emanuele Basile, prefetto di Genova durante la RSI. Il 1 luglio, dopo i disordini di piazza De Ferrari, viene fatta muovere alla volta di Genova la colonna militare Albenga. Le autorità genovesi cercano di convincere i vertici missini a trasferire il congresso lì vicino, a Nervi, secco è il no di Michelini. Il 2 luglio l'esecutivo missino dirama un comunicato di denuncia e si decide di tornare a Roma. A questo punto non resta che una conseguenza, ovvia: ritirare la fiducia al governo Tambroni. E' fatta: la strada al disegno di Moro e Fanfani verso il centrosinistra si è liberata da quell'ingombrante ostacolo. Il 19 luglio Tambroni si dimette. Diversi fattori determinarono perciò queste dimissioni, ma c'è dell'altro. Il povero Tambroni, un galantuomo attorniato da colleghi di partito calcolatori e scaltri, non sospettava minimamente di essere tenuto sotto controllo dal Sifar e verosimilmente scontò anche gli oscuri disegni dei servizi segreti italiani e americani (pagg. 87 e 88 del libro citato Storia della Destra).
Torniamo così una volta ancora pure per questa vicenda alla questione tanto dibattuta, e mai del tutto risolta, dell'Italia repubblica a "sovranità limitata".
Viterbo, 1 Luglio 2010
Giovanni Fonghini