venerdì 2 luglio 2010

Che bello quel cinema dell'Italia povera del dopoguerra

Stamani in tv ho visto un vecchio film italiano del 1948 per la regia di Mario Camerini interpretato da Anna Magnani e Massimo Girotti "Molti sogni per le strade".
Un film definito drammatico che in alcuni momenti mi ha fatto commuovere.
L'Italia descritta è quella del dopoguerra: il protagonista, Girotti, è alle prese con la ricerca di un lavoro e non ha di che sfamare se stesso e la sua famiglia, con la moglie, Anna Magnani e un piccolo figlio di pochi anni dai capelli chiari. Malsuggerito da un altro poveraccio, dopo aver ricevuto l'ennesimo rifiuto alla sua richiesta disperata di un posto di lavoro, tenta maldestramente un colpo e sottrae dal garage del suo più caro amico - compagno d'armi in Africa dove ha perso l'uso di una gamba - la lussuosa auto di un industrialotto, con l'intento di rivenderla e sistemare così i guai economici della propria famiglia.

La sventura incombente sulla famigliola (capirete, la paura e la vergogna di finire in carcere per il furto dell'auto, la vendita nel frattempo per una serie di motivi è miseramente fallita) si stempera in un lieto fine, retaggio delle molte commedie girate dallo stesso Camerini.
Signori miei, quella gente, quell'umanità mi piacciono tremendamente e credo abbiano molto ancora da insegnarci. I costumi parchi, la povertà vissuta con dignità - nessuno allora a causa di quella ti dà dello sfigato - , il rispetto della parola data, il senso "sociale" della vergogna per le malefatte compiute.
Quanta differenza con i giorni nostri: rolex esibiti come simboli del successo da perseguire con ogni mezzo, fuoristrada volutamente parcheggiati di traverso sui marciapiedi o peggio negli spazi riservati ai disabili, giovani annoiati del loro vuoto morale e culturale che stuprano o danno fuoco ai barboni (salvo poi far rilasciare ai loro familiari un'intervista attraverso la quale si dicono pentiti e chiedono scusa, come quando inavvertitamente si pesta un piede a qualcuno).
Beh non c'è niente da fare: alla povera Italia di oggi con Fabrizio Corona e i politici impasticcati io continuo a preferire l'Italia povera del dopoguerra, con i suoi valori forti e, perchè no, l'ingenuità dei suoi film con la Magnani, Girotti e il mio conterraneo Aldo Nicodemi, chiamato spesso dal regista Raffaello Matarazzo ad interpretare il ruolo del cattivo.
Viterbo, 2 Luglio '10
Giovanni Fonghini

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