giovedì 1 luglio 2010

Luglio 1960: cade il governo Tambroni (ma il congresso del MSI è solo un utile pretesto)

Torniamo indietro di cinquant'anni, al 1960: sul soglio di Pietro c'è il Papa Buono Giovanni XXIII, nei bar fa la sua apparizione un gelato nuovo il Cornetto, Fred Buscaglione impazza alla radio con la canzone di Leo Chiosso Eri Piccola così, Totò ci fa divertire con numerosi film - tra cui Chi si ferma è perduto - , la futura moglie del Molleggiato Claudia Mori è tra le protagoniste del film Cerasella di Raffaello Matarazzo, Albertone e la regia di Luigi Zampa ci regalano Il Vigile - girato perlopiù a Viterbo e nelle sue vicinanze, mia madre mi porta in carrozzina a vedere le riprese - , il MSI è guidato da Arturo Michelini, l'uomo che vuole legittimare il partito dei postfascisti nei confronti della DC, così da farlo entrare nella stanza dei bottoni.
Nel mese di maggio il MSI convoca per luglio, dal 2 al 4, il suo sesto congresso nazionale a Genova, città decorata con la medaglia d'oro della Resistenza. Il 29 aprile, dopo le dimissioni di tre suoi ministri, Fernando Tambroni uomo della sinistra DC, amico del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e vicino alle tesi fanfaniane, al Senato ottiene la fiducia per il suo governo, grazie ai preziosi voti del MSI. "Tambroni prende coraggio e il suo governo si spinge al di là dell'ordinaria amministrazione. Riduce il prezzo delle carni, della benzina, dello zucchero e di altri generi di prima necessità. Inoltre sostiene le rivendicazioni salariali di numerose categorie sociali, promette incentivi e finanziamenti alle industrie, progetta investimenti nel Meridione." (dal libro Storia della Destra di Adalberto Baldoni). Per le misure prese il governo Tambroni si presenta come autenticamente popolare. Certo...per le sinistre e larga parte della DC c'è quella macchia, quel peccato originale dei voti fascisti del MSI. Insomma la cosa non depone a favore. Infatti dopo un primo silenzio le sinistre iniziano a lavorare per impedire lo svolgimento di quel congresso e attraverso di esso porre fine all'esperimento Tambroni, costretto per la legge dei numeri ad  accettare i voti degli eredi del fascismo. Diversi sono gli scontri con la polizia nel mese di giugno, si convoca per il 2 luglio - data di inizio del congresso missino - un comizio con la presenza di Ferruccio Parri, presidente del consiglio dei ministri subito dopo la Liberazione. Il 30 giugno viene indetto dalla Camera del Lavoro di Genova uno sciopero generale e violentissimi sono gli scontri con la polizia, soprattutto in piazza De Ferrari, al termine dei quali si conteranno novanta poliziotti feriti, contusi centoventotto - ufficiali, sottufficiali e guardie di PS - , diciotto automezzi della Celere distrutti o danneggiati, feriti lievi due ufficiali e tre militari dei CC, nove dimostranti costretti al ricovero in ospedale (dal Libro DUE VOLTE GENOVA di Adalberto Baldoni). La miccia innescata per impedire il congresso missino ha preso fuoco oramai. Subdolamente qualche giorno prima è stata fatta circolare una notizia falsa: il congresso sarà presieduto da Carlo Emanuele Basile, prefetto di Genova durante la RSI. Il 1 luglio, dopo i disordini di piazza De Ferrari, viene fatta muovere alla volta di Genova la colonna militare Albenga. Le autorità genovesi cercano di convincere i vertici missini a trasferire il congresso lì vicino, a Nervi, secco è il no di Michelini. Il 2 luglio l'esecutivo missino dirama un comunicato di denuncia e si decide di tornare a Roma. A questo punto non resta che una conseguenza, ovvia: ritirare la fiducia al governo Tambroni. E' fatta: la strada al disegno di Moro e Fanfani verso il centrosinistra si è liberata da quell'ingombrante ostacolo. Il 19 luglio Tambroni si dimette. Diversi fattori determinarono perciò queste dimissioni, ma c'è dell'altro. Il povero Tambroni, un galantuomo attorniato da colleghi di partito calcolatori e scaltri, non sospettava minimamente di essere tenuto sotto controllo dal Sifar e verosimilmente scontò anche gli oscuri disegni dei servizi segreti italiani e americani (pagg. 87 e 88 del libro citato Storia della Destra).
Torniamo così una volta ancora pure per questa vicenda alla questione tanto dibattuta, e mai del tutto risolta, dell'Italia repubblica a "sovranità limitata".
Viterbo, 1 Luglio 2010
Giovanni Fonghini

1 commento:

  1. buon giorno, devo congratularmi con lei per questo intervento, per me prezioso perchè anch'io sto facendo alcuni interventi sul mio blog sulla questione. In particolare la mia tesi è che il colpo di mano del 30 giugno fu voluto, anche se la manovalanza, inconsapevole, fu il PCI ad alcuni settori economici che avevano deciso che l'Italia fosse pronta per un cambiamento di società, trasformando la vecchia società italiana, rimasta ancora a certi valori, e di cui Tambroni, Michelini, Segni padre, erano esponenti, nella società consumista odierna, con tutti i suoi disvalori; ed in effetti il suo intervento ha dato supporto lle mie tesi. Grazie

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