domenica 29 agosto 2010

Il congedo parentale di David Cameron, un esempio da seguire

Io, se mai avrò la gioia di diventare padre, seguirò l'esempio del premier inglese David Cameron, che ha preso il congedo parentale per stare vicino alla sua piccola nata ed aiutare la moglie.
Da noi troppi leader non fanno altro che parlare - spesso a sproposito - , questo invece è un gesto concreto, indice di un comportamento positivo.
Un fatto di tale natura vale più di milioni di chiacchiere sulle tiritere delle politiche a sostegno della famiglia. Rispetto ad alcune sue colleghe ministre, che, quasi sentissero la maternità come un intralcio alla loro carriera pubblica, si sono affrettate a tornare ai loro incarichi, l'uomo Cameron , che ha sulle spalle la responsabilità di un importante paese, non trova affatto sconveniente dichiarare alla stampa che per un pò si dedicherà alla famiglia per seguire da vicino i primi giorni di vita della sua bambina. In questo modo dà quasi un nuovo significato al modo di vivere la paternità ai giorni nostri.
Io non ci vedo nulla di male, anzi ammiro il suo comportamento e ai miei occhi questo non lo rende un cattivo politico, piuttosto ne rafforza l'immagine positiva. Uno dei potenti della terra, credo possiamo ancora considerare tale il premier di Downing Street, vive una vita normale, come qualunque altro cittadino.
D'altra parte i ruoli che un tempo dettavano la gestione della vita familiare sono mutati totalmente ed è sicuramente meglio gestire i cambiamenti con le azioni piuttosto che esserne sopraffatti con uno spirito passivo e volto al refrain "un tempo queste cose non succedevano".
Bravo Cameron, per me che la politica non è se non è sociale, il tuo gesto familiare, e perciò stesso sociale, mi piace moltissimo, lo ripeto. Mi auguro che da questo potrà seguirne una tua buona politica di sostegno alle famiglie, che devono rimanere uno dei fondamenti di una società veramente civile. E che lo stesso accada anche da noi in Italia, dove pure la Famiglia è malconcia.
Si potrà così invertire la rotta rispetto ad una visione della vita egoistica, non solidale, volta soltanto al successo materiale, costi quel che costi.
Giovanni Fonghini

domenica 22 agosto 2010

Viterbo, 3 settembre ore 21: quell'emozione unica del Trasporto della Macchina di S. Rosa

Oggi da Viterbese doc voglio promuovere l'evento principale della mia città: evento plurisecolare che si tiene, da oltre 7 secoli, la sera del 3 settembre, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
E' una emozione grandissima, che difficilmente si può descrivere con le parole, ma voglio provarci, anche per ricordare a me stesso quella felice parentesi professionale della mia vita, quando mi occupavo di comunicazione del territorio insieme ad un fraterno amico scomparso, Carlo Maria Cardoni.
Insieme nella seconda metà degli anni '90 ci occupammo per conto dell'amministrazione comunale della promozione istituzionale nei confronti dei media e di altri pubblici del suddetto Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Il grande giornalista Orio Vergani, dopo avervi assistito, coniò il termine "il Campanile che cammina".

domenica 15 agosto 2010

E' giusto spendere 28 milioni di euro per un calciatore?

Ditemi pure che sono all'antica, ma notizie come quella sull'ingaggio di Mario Balotelli da parte del Manchester City per 3,5 milioni di euro l'anno con un contratto quinquennale di 28 milioni mi fanno veramente indignare.
Si continua a parlare di crisi, tanti lavoratori di fronte alla perdita del loro lavoro si sono tolti la vita, moltissimi giovani attendono un impiego dignitoso per anni e il mondo dorato del calcio cosa fa? Tira un pochino la sua cinghia dorata? Nemmeno per sogno, anzi. Insiste a spendere cifre stratosferiche, che offendono la giustizia sociale e i miseri compensi di molti lavoratori. Per non parlare di chi, disoccupato, il compenso non lo vede proprio.

venerdì 6 agosto 2010

Siamo vincoli o sparpagliati?

Così diceva negli anni '60 Pappagone, fortunato personaggio televisivo interpretato da Peppino De Filippo e stava a significare "Siamo uniti o divisi?", una frase che molto si addice agli ex missini, dei quali l'attuale situazione è evidenziata dall'articolo di Paolo Ruotolo. Articolo che, a malincuore, mi vedo costretto a condividere.
"Il correntismo ideale del Movimento Sociale Italiano si è rapidamente trasformato in un correntismo di potere e di gestione, di incarichi e prebende." così scrive: si può oggettivamente dargli torto?