domenica 22 agosto 2010

Viterbo, 3 settembre ore 21: quell'emozione unica del Trasporto della Macchina di S. Rosa

Oggi da Viterbese doc voglio promuovere l'evento principale della mia città: evento plurisecolare che si tiene, da oltre 7 secoli, la sera del 3 settembre, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
E' una emozione grandissima, che difficilmente si può descrivere con le parole, ma voglio provarci, anche per ricordare a me stesso quella felice parentesi professionale della mia vita, quando mi occupavo di comunicazione del territorio insieme ad un fraterno amico scomparso, Carlo Maria Cardoni.
Insieme nella seconda metà degli anni '90 ci occupammo per conto dell'amministrazione comunale della promozione istituzionale nei confronti dei media e di altri pubblici del suddetto Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Il grande giornalista Orio Vergani, dopo avervi assistito, coniò il termine "il Campanile che cammina".

Ebbene immaginate il centro della città immerso nel buio, buio che viene rotto soltanto da una mole artistica che avanza, riccamente illuminata, alta una trentina di metri, pesante 5 tonnellate, portata a spalla attraverso un percorso di oltre un chilometro da circa 100 uomini, chiamati i Facchini di Santa Rosa, i quali dal 1978 si raccolgono nel loro Sodalizio.
Nel 1995 ero al seguito della Macchina e accompagnavo il fotoreporter freelance Vittorio Sciosia. Lui aveva girato il mondo, assistendo anche alla messa della notte di Natale a Gerusalemme. Durante la sfilata dei Facchini di S. Rosa, che si svolge il pomeriggio dello stesso giorno attraverso un giro che tocca sette chiese della città, il mio amico Facchino Franco Chiaravalli, soprannominato Quintaletto per la sua proverbiale forza fisica, lo sfotteva, dicendogli che per l'emozione non sarebbe riuscito a scattare nemmeno una foto. L'emozione ci fu, grandissima, ma le foto che scattò Vittorio ci fruttarono un servizio bellissimo sul mensile Tuttoturismo, mensile che insieme a numerosi altri ritagli-stampa custodisco gelosamente e caramente.
Il 3 settembre, giorno del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, per noi viterbesi - solitamente un pò sonnacchiosi -  è il giorno più importante dell'anno. Siamo orgogliosi della nostra città, della nostra piccola santa, la giovinetta Rosa morta in giovanissima età, che osò sfidare lo Stupor Mundi, l'imperatore Federici II di Svevia; siamo orgogliosi della nostra Macchina e dei suoi magici portatori, i Facchini di Santa Rosa. L'atmosfera è gioiosa, vivace, la tradizione si mischia con la religiosità, creando un "unicum" irripetibile.
Ho visto donne e uomini pregare e commuoversi fino alle lacrime, gente del popolo e personaggi della politica, dello sport, del cinema, del giornalismo, etc. Io, come tanti altri altri miei concittadini, addirittura mi commuovo anche quando rivedo il Trasporto della Macchina in tv.
A questo punto che altro dirvi? Venitelo a vedere questo spettacolo unico al mondo, la città di Viterbo vi aspetta.
Giovanni Fonghini

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