martedì 30 novembre 2010

Quaranta anni fa

40 anni fa il 30 novembre del 1970 mio padre Ferrero lasciava quarantanovenne il percorso della sua vita, ucciso dalla sua malattia renale e dall'inefficienza della sanita romana e viterbese.
Questo mio blog un anno fa circa nacque anche per onorare la memoria dei tanti come lui, che nel dopoguerra si ritrovarono "stranieri in patria", perchè avevano combattuto sotto le insegne della RSI.
Per lui quel dopoguerra con una moglie giovane e una bimba piccolissima non fu certamente facile: le botte dei liberatori con il fazzoletto rosso, una pistolettata alle spalle fortunosamente andata a vuoto, povertà per il lavoro negato e discriminazioni di ogni genere, che perdurarono anche nei decenni successivi su tutta la nostra famiglia.
Le difficoltà non piegarono l'orgoglio e la dignità di mio padre, che seppe rialzarsi sempre dalle "cadute".
Caro babbo eri e rimani per me un grande esempio di vita e di stile.
La tua onestà e la coerenza delle tue idee missine non ti avrebbero fatto trovare molto a tuo agio nel mondo di oggi, affollato da uomini finti, intenti solo ai loro traffici di voti, di poltrone e tutto il resto.
Giovanni Fonghini

domenica 21 novembre 2010

Non bella e senz'anima la politica di oggi

Nonostante l'appello del presidente Napolitano a non distaccarsi dalla politica credo che questo sia inevitabile. La politica dei giorni nostri è spenta, senz'anima, priva di generosità e di slanci ideali, che la contraddistinsero in passato. Nel centrodestra assistiamo ogni giorno allo scannamento continuo tra berlusconiani e finiani e questo denota un punto di vista alquanto miope, visti i gravi problemi che affliggono l'Italia. Tutto diventa un caso per le prime pagine dei giornali, ora siamo al "caso Carfagna". Temo l'ennesima bolla di sapone, che vedrà il quadro generale immutato come prima.

domenica 14 novembre 2010

Il G20 serve a qualcosa?

Il G20 svoltosi a Seul nella Corea del Sud in questi giorni è la classica montagna che partorisce un topolino.
Buoni propositi e dichiarazioni d'intenti, utili tutt'al più agli inviati dei media per scrivere il loro pezzo.
Gli squilibri macroscopici tra le diverse aree del pianeta, aggravati dalla crisi economica iniziata nel 2008, sono ancora lì inossidabili a qualunque cambiamento di segno positivo.

giovedì 4 novembre 2010

Non sempre è la natura a fare vittime

Le vittime dei giorni scorsi in provincia di Massa-Carrara e nel Veneto a causa delle frane e delle piogge mi inducono a una riflessione circa il pessimo stato del territorio italiano.
Riflessione che, ci tengo a precisarlo, è d'ordine generale, non riferita a quei casi specifici: al di là della partecipazione emotiva al dolore dei loro familiari non ho cognizioni specifiche per approfondire le loro dinamiche. Il ripetersi, spesso in zone già colpite da calamità naturali, di vicende luttuose va affrontato con lucidità, così che possano prendersi delle contromisure efficaci per il futuro. C'è un dato recente allarmante che parla da solo e che riguarda anche esso lo stato del territorio: in Italia sono 2 milioni le costruzioni abusive. 2 milioni, non 20000 o 200000, che sarebbero, secondo me, già numeri spropositati. Lo Stato attraverso gli enti locali - comuni, province, regioni - dove era mentre si costruiva in barba ad autorizzazioni e controlli preventivi?