venerdì 9 dicembre 2011

Chi ci salverà dai salvatori della patria?

Mai avrei pensato tanti anni fa, quando facevo politica nel Fdg prima e nel MSI poi, di assistere a quello che stiamo vedendo oggi. L'intera classe politica italiana, grazie alla sua incapacità, è stata sconfitta: non ha saputo dare risposte concrete ai cittadini ed ha dovuto delegare all'economia finanziaria i suoi poteri e i suoi compiti. Il governo Monti con la ministra Fornero che si commuove mentre fa macelleria sociale a scapito dei lavoratori e dei pensionati non mi piace affatto. Come non credo affatto alla favola che andare in pensione più tardi aiuti le generazioni future.

martedì 1 novembre 2011

Non tutti i morti sono uguali

La società moderna di fronte alla morte applica una specie di odioso classismo. Muore un personaggio famoso? Subito si scatena frenetica la corsa di tanti soprattutto sui social network a ricordarlo e a salutarlo e questo può andare bene (talvolta lo faccio anch'io). In fondo sono attestati di partecipazione e simpatia.

sabato 8 ottobre 2011

Nostalgie televisive in bianco e nero

E' una mia piccolissima ed innocua fissazione: i programmi tv di prima serata iniziano sempre più tardi. Questo non va bene per quanti di noi la mattina dopo si alzano presto per dedicarsi alle loro cose, lavoro, studio, cura della casa e, purtroppo per tanti, ricerca di una occupazione. Quando ero bambino io, negli anni '60, con puntualità svizzera il programma televisivo principale della serata iniziava alle 21, preceduto dal telegiornale e dall'amato, dai bambini di allora, Carosello.

sabato 10 settembre 2011

Facce di bronzo di casa nostra

Dico spesso a proposito delle condizioni in cui versa l'Italia che niente di nuovo può ancora scandalizzarmi. Ma ogni volta sono costretto a rimangiarmi le parole: esiste una specie di asticella virtuale, l'asticella delle cose improbabili, che mai nessuno di noi si sognerebbe di leggere nei giornali e ascoltare nei tg. Purtroppo i nostri politici si impegnano con grande successo in una gara: quello che pensavamo mai potessero proporre, ad un tratto diventa realtà fatta notizia. E così l'asticella delle dichiarazioni e delle misure improbabili viene messa sempre più alta.

sabato 20 agosto 2011

Quando Andreotti ci tolse la festa della Befana

Il 6 gennaio del 1978 è una data da ricordare: da sempre era festa, ma quel giorno i lavoratori andarono a lavorare e gli studenti tornarono a scuola in anticipo. L'anno prima il governo guidato da Andreotti eliminò in un sol colpo ben 6 festività religiose, tra cui l'Epifania.

mercoledì 3 agosto 2011

Tg da spegnere

La politica non rappresenta la realtà che vivono i cittadini e lo stesso fanno i tg: infatti i temi che maggiormente interesserebbero i telespettatori sono trascurati a favore di altri. I dati recentemente diffusi del rapporto dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza inducono ad alcune riflessioni.

martedì 12 luglio 2011

Se un incarico vi par poco

Leonardo da Vinci o chissà quale altro personaggio del passato, noto per la versatilità dell’ingegno; simili a questi devono considerarsi i politici italiani, per la facilità con la quale accettano più cariche pubbliche (e le relative indennità). Ce l'hanno proprio come vizio, non c'è niente da fare. Un pizzico di umiltà e di buonsenso vorrebbe che, per svolgere al meglio il proprio incarico pubblico, non lo si gravasse di altri pesi.

venerdì 1 luglio 2011

"Un notturno shakespeariano su tavola", parola di Antonio Paolucci

Su Sette nel numero del 30 giugno alle pagine 58/60 c'è una interessante intervista di Vittorio Zincone ad Antonio Paolucci, ora direttore dei Musei Vaticani. Alla domanda "Il famoso "museo diffuso" di cui parla Salvatore Settis" Paolucci, già ministro dei beni culturali negli anni '90, così risponde: "Chi sta a Viterbo, prima di partire per New York e di mettersi in fila al Moma, dovrebbe affacciarsi nel proprio museo civico. Ci troverebbe la Deposizione di Sebastiano del Piombo. Uno dei quadri più belli del mondo. Un notturno shakespeariano su tavola".

lunedì 20 giugno 2011

Un ministero qua uno là, intanto l'Italia va in malora

E' aperta la gara tra i politici a chi la spara più grossa. Dalle mie parti un proverbio recita "apre la bocca e gli dà fiato", riferito a qualcuno che parla tanto per parlare senza riflettere sul significato e sulle possibili conseguenze delle parole. La Lega reclama ministeri al nord, uno credo a Monza (non so perché proprio Monza); i loro alleati del PdL rispondono "ministeri no, sedi distaccate sì".

sabato 4 giugno 2011

Abroghiamo il quorum

Non mi convince affatto il quorum nei referendum. Il quorum prevede che, perché siano validi i voti espressi in un referendum, debbono aver votato almeno il 50,1% degli aventi diritto al voto. E' una percentuale elevatissima, che azzera la volontà espressa da chi ha votato, preferendo non ascoltare gli inviti interessati ad andare al mare. Le due attività non mi risulta siano tra loro incompatibili: si può benissimo esprimere la propria volontà nei referendum e subito dopo andare al mare o altrove (viceversa fa lo stesso, si fa la gita e al ritorno si vota).

martedì 24 maggio 2011

Viterbo, dal Medioevo di Dante ai giorni nostri

Un tempo Viterbo poteva considerarsi uno dei crocevia dell'Europa medioevale.
Era sede papale e i passi dei miei antichi concittadini, artigiani, contadini e piccoli mercanti, si incrociavano con quelli dei potenti dell'epoca. Cardinali, re e principi.
Enrico di Cornovaglia era uno di questi. Faceva parte del corteo funebre che riportava in Francia il corpo del re crociato Luigi IX di Francia, detto "il Santo". Un personaggio che ritroviamo nel film, per me bellissimo, di Pupi Avati "I cavalieri che fecero l'impresa". A guidare questo corteo era il re di Francia Filippo III. Enrico di Cornovaglia venerdì 13 marzo 1271 assisteva alla messa nella chiesa di San Silvestro, situata nell'odierna piazza del Gesù, nel cuore del centro storico, presenti Carlo I d'Angio re di Sicilia e lo stesso Filippo III.

martedì 17 maggio 2011

Considerazioni brevi in contromano

1. Obama e la Rete
Leggevo di un messaggio del Presidente Obama, che auspica una maggiore sicurezza della Rete insieme ad una maggiore tutela della privacy di noi utenti. E' un intento che apprezzo e condivido molto, però mi chiedo: prima di rendere più sicura la Rete non sarebbe meglio rendere più sicura la Terra per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso? E ancora: gli Usa non darebbero un bellissimo esempio a tutto il mondo, se finalmente venisse chiusa la base di Guantanamo, nella quale sono ignorati i più elementare diritti umani? Insieme a Guantanamo vorrei, è chiaro, che si chiudessero tutti gli altri posti della terra in cui l'individuo è umiliato, torturato e tenuto in condizioni indegne della tanto sbandierata civiltà del mondo moderno. Civiltà esistente soltanto nei proclami, non nella realtà quotidiana.

giovedì 5 maggio 2011

...E due

I miei 10 affezionati elettori sanno bene che di tanto in tanto cerco di promuovere il mio territorio, la Tuscia. Un territorio particolarmente ricco di testimonianze archeologiche, monumentali, artistiche, architettoniche e, non ultime, paesaggistiche (due laghi di origine vulcanica, Bolsena e Vico, i Monti Cimini e la sua Faggeta, il mare con Tarquinia e Montalto di Castro). Però noi viterbesi non eccelliamo nella promozione di un territorio così fatto, che farebbe la gioia di molti turisti. Già lo scorso anno mi lamentavo di questo problema parlando della difficoltà di trovare una segnaletica adeguata circa la chiesa di S. Egidio a Cellere, pregevole opera rinascimentale dell'architetto pontificio Antonio da Sangallo il Giovane. Purtroppo ci risiamo, a questo si riferisce il titolo del post. Giorni fa con una carissima amica mi ero ripromesso di andare a vedere, per me rivedere dopo tanti anni, le rovine di Castro. Lì si trovano i resti di una cittadina che fu distrutta nel 1649 e che allora era il centro del potere politico del Ducato di Castro della famiglia Farnese. Famiglia che ebbe tra i suoi più illustri componenti anche papa Paolo III; quello che, tanto per intenderci, diede inizio al Concilio di Trento. Torniamo però alla meta della passeggiata, le rovine della cittadina di Castro, situata nel territorio del comune di Ischia di Castro. Cosa dirvi amici? Io in questa provincia ci sono nato e ci vivo da 52 anni, credo di averne una discreta conoscenza, ma per la seconda volta in 4 anni non sono riuscito a ritrovarle 'ste benedette rovine. Potete facilmente documentarvi sul web riguardo l'importanza storica del sito, ma vederlo fisicamente diventa un pò più difficile. Arrivati nelle vicinanze abbiamo infatti percorso una strada bianca e un pannello esplicativo ci segnala che ci troviamo sul Sentiero dei Briganti, che prevede numerose tappe di luoghi del territorio dell'antico Ducato e delle sue zone limitrofe. Proseguiamo ancora, poi arrivati ad un bivio nessuna utile indicazione, al di là di una freccia segnaletica stesa a terra. A quel punto delusi si fa marcia indietro e si riprende la strada asfaltata, o meglio quel che rimane dell'asfalto. Santa pazienza: è così che si spendono i soldi del contribuente per la promozione turistica? Non è possibile che per trovare le rovine di Castro si debba acquistare: 1) un fuoristrada, 2) le mappe dell'Istituto Geografico Militare, 3) un sofisticatissimo apparecchio di geolocalizzazione (tipo quei satelliti che dall'alto ci spiano). Voglio ripeterlo fino alla noia, amo moltissimo la Tuscia e mi ci dedico sempre con passione a promuoverla, soprattutto con i tanti amici non viterbesi dei social network, ma se gli amministratori locali e gli altri enti preposti alla promozione del territorio agiscono così, evidentemente le loro strategie sono da rivedere.
Giovanni Fonghini

sabato 16 aprile 2011

Direttore per un giorno

Sì, lo confesso: tra i miei sogni proibiti c'è quello di essere per un solo giorno il direttore di un grande quotidiano o di un importante tg nazionale. D'altra parte nutro modeste pretese: in un solo giorno non potrei fare troppi danni, perlomeno non più di quelli che fanno tanti big dell'informazione strapagati. Da un pò mi frulla in testa il protagonista di quel vecchio carosello pubblicitario che diceva: "fermate il mondo, voglio scendere". Non vi capita mai? A me spesso, soprattutto quando ascolto o leggo notizie che non meriterebbero di esserlo.

venerdì 1 aprile 2011

La sfortuna di (un) Angelo

Angelo, di nome e di fatto. Angelo Licheri. Non vi ricorda nulla questo nome? Eppure non  lo si dovrebbe dimenticare, perchè quasi 30 anni fa ha compiuto un gesto di coraggio estremo accompagnato da una generosità senza pari. Siamo nel giugno del 1981 a Vermicino, nei pressi di Roma. Un bambino di pochi anni è caduto dentro un pozzo artesiano. Si sta facendo di tutto per riportarlo su in superficie, ma senza successo. Angelo Licheri sta lavorando e ascolta in tv o alla radio quella notizia, una di quelle notizie che ti prendono allo stomaco. Angelo non esita un istante, molla quel che sta facendo e si reca in quel posto.

domenica 20 marzo 2011

Gli eroici kamikaze dei giorni nostri

video
Questo video, che ho visto in un tg, è del 18 marzo 2011 disponibile nel sito YouReporter.it e si intitola I 139 eroi giapponesi. Il servizio parla dei 139 volontari giapponesi, vigili del fuoco, chiamati a tenere sotto controllo la situazione pericolosissima, che si è venuta creare con il terremoto dei giorni scorsi, nella centrale nucleare di Fukushima.

martedì 15 marzo 2011

Questo progresso magnifico e così profondamente disumano

Furono profetiche le parole di Giacomo Leopardi su "le magnifiche sorti e progressive...", quando scrisse nel 1836 "La ginestra". Chissa cosa avrebbe potuto e dovuto scrivere oggi circa il progresso, riguardo la bontà del quale lui nutriva perplessità quasi 2 secoli fa. Le notizie recenti del dramma che sta vivendo il Giappone hanno ridestato anche in me i dubbi antichi che nutro su alcuni aspetti del progresso, che trovo devastanti e disumani.

giovedì 3 marzo 2011

Nazione Europa, ovvero l'Europa che vorrei

Pochi giorni fa un mio amico ricordando Mikis Mantakas lo ha definito "combattente europeo". Una definizione che condivido pienamente. Per chi fosse troppo giovane per conoscerlo o lo avesse (volutamente?) dimenticato, dirò che Mikis Mantakas era un giovane universitario greco militante del Fuan, il quale fu colpito a morte il 28 febbraio del 1975 durante l'assalto alla sezione romana del MSI di via Ottaviano. L'assalto faceva seguito agli scontri tra giovani di destra e sinistra in occasione del primo processo per la strage dei fratelli Mattei. 

sabato 19 febbraio 2011

AAA, cercasi identità nazionale smarrita

Un misero decreto-legge, come se ne fanno tanti, ha sancito definitivamente che il 17 marzo, celebrazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, sarà festa per tutti noi. Paradossale il dibattito dei giorni scorsi, in cui troppi si sono sentiti legittimati nel dire la propria opinione circa l'opportunità di celebrare la ricorrenza non sospendendo le attività lavorative. La polifonia di voci l'apprezzo, ma al tempo stesso credo che in determinate occasioni sia inopportuna. Storicamente anche io ho molto da ridire sui modi attraverso i quali fu raggiunta l'unità del regno italiano, senza per questo identificarmi tout court in un fervente neo-borbonico.

domenica 6 febbraio 2011

"Passatista" per non affogare nel presente

I fatti del momento attuale mi mettono a disagio, mi inquietano, mi irritano moltissimo...perciò preferisco leggere, documentarmi e riflettere sugli insegnamenti del passato, anche recente. Senza indulgere alla esterofilia sempre di tendenza, che disprezza per partito preso il "prodotto culturale" italiano e imita come una scimmietta ammaestrata dai padroni del pensiero unico e politicamente corretto quello che viene da fuori dei nostri confini.
Di recente sono stati numerosi i commenti, gli articoli e i post di molti amici dedicati a Berto Ricci, nell'anniversario della sua scomparsa.
Roberto Alfatti Appetiti nel suo blog L'Eminente dignità del provvisorio ha ricordato altre due grandi figure, Mino Maccari e Romano Bilenchi, i cui destini si incrociarono con quelli di Ricci, viaggiando spesso paralleli. Quel ricordo mi ha profondamente colpito e di getto ho scritto una nota nella quale mixavo pensieri e suggestioni ideali-culturali, dall'arte inattuale di Mario Sironi al fascismo di sinistra del nostro Berto Ricci fino all'uso distorto delle parole da parte dei media (la nota scritta soltanto per Facebook era piaciuta a Maurizio Rana del blog Atuttadestra che la pubblicava).

lunedì 24 gennaio 2011

Privatizzazioni "all'italiana"

Ero preoccupato perché da un po' non ricevevo la corrispondenza, poi una mattina ho trovato la cassetta postale stracolma. Tra l'altro una bolletta dell'energia elettrica era già scaduta (fortuna che ho l'addebito bancario delle utenze), una fattura indispensabile per la detrazione delle spese mediche, spedita nella stessa città oltre un mese prima, temevo di non riceverla più e di un mensile al quale sono abbonato ho ricevuto due numeri consecutivi. Insomma un vero disservizio. Anche nella mia città, Viterbo, la distribuzione della corrispondenza funziona malissimo in quanto è molto irregolare. La lamentela è generale tra i familiari, gli amici e i colleghi.

venerdì 14 gennaio 2011

Umanità di plastica

Certe coincidenze, non infrequenti nella mia vita, mi lasciano sempre un po' perplesso. Giorni fa su Facebook, commentando l'uscita del libro "All'armi...siam fumetti" dell'amico Roberto Alfatti Appetiti, mi ero impadronito di una sua citazione bellissima di Tolkien fatta in una intervista e ne era nato un simpatico botta e risposta anche con altri amici; infatti scrivevo "viviamo in un mondo dominato dalla convenienza e dal business. Io invece mi ostino a vivere sentimenti ed emozioni...". Parole perciò dettate dalla mia visione emotiva della vita, che all'opportunità di scelte tiepide e comode ha sempre anteposto la forza, scomodissima, dei sentimenti e delle passioni in ogni ambito della vita stessa. Il giorno dopo poi leggo il post sulla figura di Curzio Malaparte e in quel momento la lampadina delle coincidenze mi si è accesa. Infatti i commenti degli amici su Facebook, supportati dalla lettura dell'articolo su Malaparte, avevano acceso la miccia e un'idea mi frullava insistente nella testa: questa umanità di plastica mi intristisce veramente tanto.

lunedì 3 gennaio 2011

Lettera di un giovane del 1978 ai giovani del 2011

Voglio idealmente rivolgermi ai giovani di oggi non come l'uomo adulto battuto ma non vinto dai colpi della vita, bensì con il cuore appassionato e arrabbiato di me stesso giovane del 1978, quando avevo circa 19 anni e volevo anche allora un'Italia migliore e giusta.
Quell'anno per chi faceva, come me, politica a destra viene tragicamente ricordato soprattutto per la strage della sezione missina romana di via Acca Larenzia, avvenuta il 7 di gennaio.
Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, tre giovani militanti missini del FdG, persero la vita. Franco e Francesco furono uccisi da un commando terroristico rosso appena usciti dalla sezione, Stefano invece, colpito negli scontri che seguirono alla notizia della strage dall'arma di un capitano dei Carabinieri, morirà pochi giorni dopo in ospedale. A questa contabilità di morte si deve aggiungere pochi mesi più tardi un'altra vittima: il padre di Francesco Ciavatta per la disperazione si tolse purtroppo la vita. Ma torniamo ai giorni nostri.