sabato 19 febbraio 2011

AAA, cercasi identità nazionale smarrita

Un misero decreto-legge, come se ne fanno tanti, ha sancito definitivamente che il 17 marzo, celebrazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, sarà festa per tutti noi. Paradossale il dibattito dei giorni scorsi, in cui troppi si sono sentiti legittimati nel dire la propria opinione circa l'opportunità di celebrare la ricorrenza non sospendendo le attività lavorative. La polifonia di voci l'apprezzo, ma al tempo stesso credo che in determinate occasioni sia inopportuna. Storicamente anche io ho molto da ridire sui modi attraverso i quali fu raggiunta l'unità del regno italiano, senza per questo identificarmi tout court in un fervente neo-borbonico.

domenica 6 febbraio 2011

"Passatista" per non affogare nel presente

I fatti del momento attuale mi mettono a disagio, mi inquietano, mi irritano moltissimo...perciò preferisco leggere, documentarmi e riflettere sugli insegnamenti del passato, anche recente. Senza indulgere alla esterofilia sempre di tendenza, che disprezza per partito preso il "prodotto culturale" italiano e imita come una scimmietta ammaestrata dai padroni del pensiero unico e politicamente corretto quello che viene da fuori dei nostri confini.
Di recente sono stati numerosi i commenti, gli articoli e i post di molti amici dedicati a Berto Ricci, nell'anniversario della sua scomparsa.
Roberto Alfatti Appetiti nel suo blog L'Eminente dignità del provvisorio ha ricordato altre due grandi figure, Mino Maccari e Romano Bilenchi, i cui destini si incrociarono con quelli di Ricci, viaggiando spesso paralleli. Quel ricordo mi ha profondamente colpito e di getto ho scritto una nota nella quale mixavo pensieri e suggestioni ideali-culturali, dall'arte inattuale di Mario Sironi al fascismo di sinistra del nostro Berto Ricci fino all'uso distorto delle parole da parte dei media (la nota scritta soltanto per Facebook era piaciuta a Maurizio Rana del blog Atuttadestra che la pubblicava).