martedì 15 marzo 2011

Questo progresso magnifico e così profondamente disumano

Furono profetiche le parole di Giacomo Leopardi su "le magnifiche sorti e progressive...", quando scrisse nel 1836 "La ginestra". Chissa cosa avrebbe potuto e dovuto scrivere oggi circa il progresso, riguardo la bontà del quale lui nutriva perplessità quasi 2 secoli fa. Le notizie recenti del dramma che sta vivendo il Giappone hanno ridestato anche in me i dubbi antichi che nutro su alcuni aspetti del progresso, che trovo devastanti e disumani.

In particolare vorrei parlare un po' sulle borse valori e sugli speculatori finanziari. Al Giappone ora tocca un destino avverso: il terremoto, lo tsunami, il rischio nucleare; le prime due sono catastrofi naturali, l'altro è legato all'operato dell'uomo. Ce n'è abbastanza per mettere in ginocchio una nazione: dispersi, morti, beni che sono andati perduti, il rischio di una vita prossima che richiederà grandi sacrifici. Un momento difficile in cui da parte di tutti gli altri paesi bisognerebbe attivarsi con la solidarietà concreta dei fatti. Ma il progresso ci ha portato tante cose, che prima non c'erano o c'erano in dimensioni più limitate e tra queste annoveriamo anche la speculazione finanziaria a livello globale. Con un semplice clic del computer un qualsivoglia speculatore internazionale può movimentare su tutte le borse valori del mondo cifre colossali di denaro, che la maggior parte di noi non sa nemmeno scrivere, e guadagnare sui rischi, e di conseguenza sulle disgrazie, maggiori o minori che un paese vive. Se questo si chiama progresso, allora io mi autocandido ad essere, dopo la mia morte, almeno Beato. La borsa di Tokio il 15 marzo è scesa a -10,55%; non serve essere economisti per sapere però che, mentre c'è chi perde, altri si fregano le mani per i guadagni ingenti piovuti sui loro conti. Questo si chiama sciacallaggio, che con il magnifico progresso odierno ha raggiunto livelli scientifici. Nelle altre epoche della storia cose atroci sono accadute e fiumi di sangue sono corsi, ma la tecnologia non era ancora accorsa in aiuto alla malvagità dell'uomo in maniera così tremendamente efficace e sopraffina. I grandi speculatori, se vogliono, possono mettere in crisi l'economia di una nazione e del suo popolo. Oggi è il turno del Sol Levante, ma in un passato anche recente altre nazioni sono state colpite. Ad affiancare l'operato delle grandi lobbies speculative ci sono poi le agenzie di rating, i cui giudizi, nè imparziali e nè disinteressati , sono spesso profondamente influenzati dagli interessi che hanno nelle attività bancarie e finanziarie. Quando leggiamo i voti che queste agenzie danno ad un paese piuttosto che ad un altro, cerchiamo di capire almeno qualcosa sui criteri che adottano. Lo scorso anno a maggio lessi un interessante post intitolato  Le nuove armi di distruzione di massa. E' da leggere con attenzione, tante situazioni diventano più chiare. A malapena però certe cose riusciamo a comprenderle noi uomini del 21° secolo; penso con pena a quello che avrebbe provato il nostro Giacomo di Recanati.
Giovanni Fonghini

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