martedì 24 maggio 2011

Viterbo, dal Medioevo di Dante ai giorni nostri

Un tempo Viterbo poteva considerarsi uno dei crocevia dell'Europa medioevale.
Era sede papale e i passi dei miei antichi concittadini, artigiani, contadini e piccoli mercanti, si incrociavano con quelli dei potenti dell'epoca. Cardinali, re e principi.
Enrico di Cornovaglia era uno di questi. Faceva parte del corteo funebre che riportava in Francia il corpo del re crociato Luigi IX di Francia, detto "il Santo". Un personaggio che ritroviamo nel film, per me bellissimo, di Pupi Avati "I cavalieri che fecero l'impresa". A guidare questo corteo era il re di Francia Filippo III. Enrico di Cornovaglia venerdì 13 marzo 1271 assisteva alla messa nella chiesa di San Silvestro, situata nell'odierna piazza del Gesù, nel cuore del centro storico, presenti Carlo I d'Angio re di Sicilia e lo stesso Filippo III.

martedì 17 maggio 2011

Considerazioni brevi in contromano

1. Obama e la Rete
Leggevo di un messaggio del Presidente Obama, che auspica una maggiore sicurezza della Rete insieme ad una maggiore tutela della privacy di noi utenti. E' un intento che apprezzo e condivido molto, però mi chiedo: prima di rendere più sicura la Rete non sarebbe meglio rendere più sicura la Terra per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso? E ancora: gli Usa non darebbero un bellissimo esempio a tutto il mondo, se finalmente venisse chiusa la base di Guantanamo, nella quale sono ignorati i più elementare diritti umani? Insieme a Guantanamo vorrei, è chiaro, che si chiudessero tutti gli altri posti della terra in cui l'individuo è umiliato, torturato e tenuto in condizioni indegne della tanto sbandierata civiltà del mondo moderno. Civiltà esistente soltanto nei proclami, non nella realtà quotidiana.

giovedì 5 maggio 2011

...E due

I miei 10 affezionati elettori sanno bene che di tanto in tanto cerco di promuovere il mio territorio, la Tuscia. Un territorio particolarmente ricco di testimonianze archeologiche, monumentali, artistiche, architettoniche e, non ultime, paesaggistiche (due laghi di origine vulcanica, Bolsena e Vico, i Monti Cimini e la sua Faggeta, il mare con Tarquinia e Montalto di Castro). Però noi viterbesi non eccelliamo nella promozione di un territorio così fatto, che farebbe la gioia di molti turisti. Già lo scorso anno mi lamentavo di questo problema parlando della difficoltà di trovare una segnaletica adeguata circa la chiesa di S. Egidio a Cellere, pregevole opera rinascimentale dell'architetto pontificio Antonio da Sangallo il Giovane. Purtroppo ci risiamo, a questo si riferisce il titolo del post. Giorni fa con una carissima amica mi ero ripromesso di andare a vedere, per me rivedere dopo tanti anni, le rovine di Castro. Lì si trovano i resti di una cittadina che fu distrutta nel 1649 e che allora era il centro del potere politico del Ducato di Castro della famiglia Farnese. Famiglia che ebbe tra i suoi più illustri componenti anche papa Paolo III; quello che, tanto per intenderci, diede inizio al Concilio di Trento. Torniamo però alla meta della passeggiata, le rovine della cittadina di Castro, situata nel territorio del comune di Ischia di Castro. Cosa dirvi amici? Io in questa provincia ci sono nato e ci vivo da 52 anni, credo di averne una discreta conoscenza, ma per la seconda volta in 4 anni non sono riuscito a ritrovarle 'ste benedette rovine. Potete facilmente documentarvi sul web riguardo l'importanza storica del sito, ma vederlo fisicamente diventa un pò più difficile. Arrivati nelle vicinanze abbiamo infatti percorso una strada bianca e un pannello esplicativo ci segnala che ci troviamo sul Sentiero dei Briganti, che prevede numerose tappe di luoghi del territorio dell'antico Ducato e delle sue zone limitrofe. Proseguiamo ancora, poi arrivati ad un bivio nessuna utile indicazione, al di là di una freccia segnaletica stesa a terra. A quel punto delusi si fa marcia indietro e si riprende la strada asfaltata, o meglio quel che rimane dell'asfalto. Santa pazienza: è così che si spendono i soldi del contribuente per la promozione turistica? Non è possibile che per trovare le rovine di Castro si debba acquistare: 1) un fuoristrada, 2) le mappe dell'Istituto Geografico Militare, 3) un sofisticatissimo apparecchio di geolocalizzazione (tipo quei satelliti che dall'alto ci spiano). Voglio ripeterlo fino alla noia, amo moltissimo la Tuscia e mi ci dedico sempre con passione a promuoverla, soprattutto con i tanti amici non viterbesi dei social network, ma se gli amministratori locali e gli altri enti preposti alla promozione del territorio agiscono così, evidentemente le loro strategie sono da rivedere.
Giovanni Fonghini