sabato 20 agosto 2011

Quando Andreotti ci tolse la festa della Befana

Il 6 gennaio del 1978 è una data da ricordare: da sempre era festa, ma quel giorno i lavoratori andarono a lavorare e gli studenti tornarono a scuola in anticipo. L'anno prima il governo guidato da Andreotti eliminò in un sol colpo ben 6 festività religiose, tra cui l'Epifania.
A furor di popolo, grazie anche ad una campagna di stampa di un quotidiano romano, fu ripristinata qualche anno più tardi da un altro governo Andreotti. Quel giorno della Befana dell'anno 1978 io ero studente, frequentavo l'ultimo anno del liceo classico e attuai una mia personale protesta. Infatti sin da bambino il giorno della Befana aveva rappresentato la chiusura festiva delle vacanze scolastiche natalizie e qualcosa dovevo fare per protestare contro il taglio della festa della cara vecchina. La mattina uscii di casa molto contrariato, arrivai fin sotto il portone della scuola, ma lì giunto con uno scatto di orgoglio protestatario feci dietrofront e me ne tornai a casa. Avevo salvato la tradizione della festa, seppure in modo insolito. Infatti non andai in giro a bighellonare, ma tornato a casa mi misi a studiare. Comunque mi ero preso la mia piccola rivincita di studente missino antisistema (...un pizzico di autoironia). Ai nostri giorni ci stanno dicendo che forse lavoriamo troppo poco e che facciamo troppi ponti infrasettimanali, che, si sa, danneggiano la crescita economica del paese. Allora  hanno pensato ad uno strano accorpamento che riguarda le festività civili e le feste patronali locali (fa eccezione soltanto per Roma il giorno del 29 giugno, Santi Pietro e Paolo, visti gli accordi in vigore tra lo stato italiano e quello vaticano). D'altra parte gli stati nazionali non hanno più autonomia, avendo perso la sovranità monetaria e quella nazionale. E' la Bce che comanda, nonostante ciò il contenuto della sua lettera il popolo bue di noi cittadini non ha il diritto di conoscerlo, è confidenziale. A fronte di sacrifici immensi il nostro governo ha escogitato pure questa misura: sforbiciare le festività civili e le festività locali. Ennio Flaiano l'aveva detto tanti anni fa: "la situazione politica in Italia è grave, ma non è seria".
Giovanni Fonghini

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