sabato 10 settembre 2011

Facce di bronzo di casa nostra

Dico spesso a proposito delle condizioni in cui versa l'Italia che niente di nuovo può ancora scandalizzarmi. Ma ogni volta sono costretto a rimangiarmi le parole: esiste una specie di asticella virtuale, l'asticella delle cose improbabili, che mai nessuno di noi si sognerebbe di leggere nei giornali e ascoltare nei tg. Purtroppo i nostri politici si impegnano con grande successo in una gara: quello che pensavamo mai potessero proporre, ad un tratto diventa realtà fatta notizia. E così l'asticella delle dichiarazioni e delle misure improbabili viene messa sempre più alta.
Ha, secondo me, dell'inverosimile la dichiarazione di Buttiglione dell'UDC, che ha proposto una specie di salvacondotto giudiziario da concedere a Silvio Berlusconi, purché si dimetta. Ci ricorda - bontà sua - che negli USA questo è accaduto, quando il nuovo presidente eletto Gerald Ford concesse il "perdono" al presidente Richard Nixon, coinvolto nello scandalo Watergate. Una dichiarazione simile, pur nel sacrosanto rispetto di ogni opinione, stravolge qualunque principio elementare di giustizia e di parità tra i cittadini; dovrebbe cadere nel vuoto e non meritare commenti di risposta. Così non deve aver pensato Paolo Gentiloni del PD, che ha ritenuto opportuno rispondere a questa enormità. Anche il governo e la maggioranza si impegnano molto bene nell'alzare sempre di più l'asticella "dichiarazioni e misure improbabili". A luglio, grazie all'aiuto generoso delle opposizioni, era stata approvata velocemente una severa (?!) manovra finanziaria. Passano pochi giorni e ci dicono che quella non era assolutamente sufficiente: per la Bce, per i mercati internazionali, e per le agenzie di rating vorrei aggiungere, quanto approvato in un battibaleno non bastava più. Si rimettevano subito all'opera per riscrivere una nuova manovra finanziaria sotto il solleone di Ferragosto, che faceva persino saltare le ferie a parlamentari e governanti. La manovra via via conosceva più rifacimenti e successive stesure (credo 4), quasi fosse un bestseller destinato al mercato mondiale. Al Senato, dopo l'esame in commissione, passava in aula con la blindatura del voto di fiducia. Ma i tagli che i cittadini giustamente si aspettavano erano evaporati sotto l'afa della bolla africana. Sparito per incanto il dimezzamento del numero dei deputati e senatori: si seguirà la via del disegno di legge costituzionale (a voler essere molto ottimisti significa attendere almeno un anno di tempo). Idem per l'eliminazione delle province: disegno di legge costituzionale. Intanto il cittadino potrebbe subire da subito - non tra un anno forse - gli aumenti del prezzo di molti beni di consumo, grazie anche al ritocco dell'aliquota dell'IVA. I tagli, annunciati in precedenza, che avrebbero dovuto subire le indennità dei parlamentari sono state poi ritoccati a favore dei loro portafogli. Come a dire: dobbiamo fare grandi sacrifici, i mercati internazionali ce lo chiedono, però è meglio se questi sacrifici li iniziate a fare voi cittadini, noi politici li faremo più in là. In chiusura un pensierino vorrei dedicarlo al ministro Roberto Calderoli: istituzionalmente dovrebbe occuparsi di semplificazione normativa e amministrativa, però credo preferisca impegnarsi in dichiarazioni a 360°, che contribuiscono in maniera insostituibile ad alzare quella asticella virtuale di qualche riga sopra.
Giovanni Fonghini

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