venerdì 9 dicembre 2011

Chi ci salverà dai salvatori della patria?

Mai avrei pensato tanti anni fa, quando facevo politica nel Fdg prima e nel MSI poi, di assistere a quello che stiamo vedendo oggi. L'intera classe politica italiana, grazie alla sua incapacità, è stata sconfitta: non ha saputo dare risposte concrete ai cittadini ed ha dovuto delegare all'economia finanziaria i suoi poteri e i suoi compiti. Il governo Monti con la ministra Fornero che si commuove mentre fa macelleria sociale a scapito dei lavoratori e dei pensionati non mi piace affatto. Come non credo affatto alla favola che andare in pensione più tardi aiuti le generazioni future.
Chi già pagava e non navigava nell'oro pagherà ancora di più, mentre le troppo caste (non c'è soltanto quella dei politici) continueranno a godere dei loro immeritati privilegi in compagnia degli ultraricchi soddisfatti dei loro grandi patrimoni (occulti e no, qui e all'estero) praticamente non interessati dalle nuove misure finanziarie. Il decreto "salva Italia" del prof. Monti salva i soliti noti e impoverisce ancor di più tutti gli altri: quei cittadini onesti che lavorano e pagano le tasse fino all'ultimo centesimo di euro, vivendo con l'incubo di perdere il lavoro e la prospettiva dei figli disoccupati o precari a vita. Si è di nuovo tassata la prima casa, che per tanti non è un lusso, ma semplicemente un tetto sotto il quale vivere, sono ancora aumentate le accise sui carburanti e si parla di aumentare le aliquote dell'IVA. In questa maniera non credo che si favorisca alcuna crescita dell'economia produttiva. Altri erano i tagli da fare e mi vedo costretto a ripetere cose già scritte: divieto assoluto di cumulare più incarichi di natura pubblica; divieto ai magistrati di poter accettare incarichi e consulenze extagiudiziali (spesso retribuiti con centinaia di migliaia di euro); dimezzamento del numero dei parlamentari e riduzione dei loro compensi, rapportati alla effettiva presenza dei lavori in aula e nelle commissioni; riduzione delle numerosissime società locali a partecipazione pubblica, snellendo al massimo il numero dei componenti dei consigli d'amministrazione e dei relativi compensi; riduzione del numero delle troppe authorities e organismi pubblici di vario genere, molti dei quali praticamente inutili, sfoltendo il numero dei loro componenti con conseguente riduzione dei compensi elargiti generosamente dallo stato (si veda ad esempio il Cnel: l'Espresso nel numero del 3 maggio 2011 ha pubblicato un articolo di Stefano Livadiotti dal significativo titolo Cnel, il cimitero degli elefanti).
I risparmi derivanti da questi tagli dovrebbero essere investiti obbligatoriamente ed esclusivamente in finalità sociali: creazione di nuovi posti di lavoro, costruzione di nuove case per chi, con redditi bassi, ne ha più bisogno e aumenti per tutte quelle pensioni, i cui importi sono indegni e inadeguati ai tempi che viviamo. Sono cose semplici da fare e potrebbero realizzarsi in tempi brevi, se solo ci fosse l'effettiva volontà politica di metterle in atto. Purtroppo temo che il governo tecnico e ultraliberista di Monti la pensi molto diversamente: per loro l'importante è salvare l'Europa dell'euro. Se poi per salvare questa Europa si "sacrificano" i popoli che la abitano che importa? Avvicinandosi il Natale vorrà dire che scriverò una letterina al Bambinello con la speranza che almeno Lui possa aiutare noi a salvarci dalla scure dei nuovi salvatori di questa povera Patria.
Giovanni Fonghini  

2 commenti:

  1. Complimenti pr un commento lucido preciso e concerto, un'analisi tutt'altro che semplicistica, che secondo me doveva essere patrimonio di una sinistra latitante ed opportunista.

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  2. Grazie per l'apprezzamento Luigi: sono in troppi nella classe politica italiana ad essere latitanti e opportunisti (e non solo a sinistra).

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