domenica 8 gennaio 2012

L'Italia che non mi piace

Non mi piace l'Italia:
- di quelli che parlano di rigurgiti neofascisti a proposito di un corteo in memoria di tre giovani morti per le loro idee (reclamo il diritto di ricordare liberamente Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni, due assassinati da terroristi rossi, uno da un rappresentante dello stato in divisa);
- che manda in galera chi ruba le mele e lascia liberi quelli che hanno rubato milioni di euro;
- di quelli che uccidono qualcuno guidando ubriachi o fatti di droghe e poi pensano di risolvere tutto scrivendo una lettera di scuse;

- di quelli che la flessibilità va bene per i figli degli altri mentre fanno carte false per far ottenere ai figli loro un posto fisso;
- delle regioni a statuto speciale, che spendono i soldi dei contribuenti senza ritegno (leggere sul Corriere della Sera di sabato 7 gennaio '12 l'articolo di Gian Antonio Stella: un solo esempio un deputato regionale siciliano prende ogni mese la bella cifra di 14.808 euro netti, ma pure le regioni a statuto ordinario non sono da meno nelle spese folli);
- delle caste e dei loro troppi privilegi, che si lamenta che 5000 euro mensili netti per un parlamentare non sono poi così tanti (tanti onesti lavoratori quella cifra non la prenderanno mai neanche a fine carriera);
- delle banche che continuano a elargire a piene mani prestiti alle grandi aziende e poi mettono in difficoltà i piccoli imprenditori, chiedendo in tempi brevissimi il rientro dei loro debiti;
- di quelli che guidano e, incuranti della sicurezza altrui, usano il telefonino, sapendo bene che è vietato;
- di quelli che si indignano a comando, solo quando conviene al loro schieramento politico;
- che vessa il piccolo contribuente e invece con i vip si mette d'accordo circa la cifra da versare delle imposte arretrate;
- che ha costruito abusivamente ovunque, facendo scempio del territorio e del paesaggio (e che poi, quando ci sono le alluvioni e i fiumi cementificati cercano di riprendere il loro spazio, imprecano contro la "natura assassina");
- che paga onesti lavoratori, che hanno sgobbato ogni giorno per anni, con pensioni misere di 500-600 euro mensili;
- dei mezzi di informazione che speculano da veri sciacalli sui morti ammazzati, soltanto per aumentare le vendite e gli ascolti;
- dei parlamentari che invocano il diritto alla riservatezza, quando i fotografi li riprendono mentre sul tablet giocano o guardano procaci signorine, molto disponibili.
L'elenco potrebbe continuare ancora, ma quanto sopra riportato credo che basti e avanzi.
Questo tipo di Italia non mi piace proprio e non posso che augurarle che un sincero colossale vaffa'...L'Italia che amo io è molto diversa.
Giovanni Fonghini

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