martedì 7 febbraio 2012

Nevica, intanto le istituzioni litigano

Ha nevicato in questi giorni. E l'Italia intera da nord a sud non ha perso l'occasione, una volta ancora, per ricordare ai suoi cittadini che l'incompetenza e l'improvvisazione regnano incontrastate. A fare loro buona compagnia  la più classica delle giustificazioni "non è colpa mia". Di fronte alle emergenze puntualmente le singole competenze delle istituzioni si sciolgono come la neve fresca sotto il sole. E si ripresenta l'italico vizio dello scaricabarile.
Anni fa i giornalisti usavano molto l'espressione "conflitto di competenze". Veniva a significare che una determinata materia normativa e le attività relative interessavano non una sola unica istituzione, ma più istituzioni, che non di rado entravano in conflitto tra loro, proponendo interpretazioni delle norme diverse con soluzioni (?) dei problemi anche di segno opposto. Purtroppo gli anni sono passati ma la situazione è rimasta la stessa. Lo abbiamo visto con le recenti nevicate. Molte città nel caos più totale, la circolazione stradale e autostradale in tilt, i mezzi pubblici insufficienti con gruppi di viaggiatori paganti fatti scendere sotto la neve per l'impossibilità di proseguire, molti convogli ferroviari fermi per ore con i passeggeri dentro le carrozze magari al freddo. Insomma un disastro completo. Anche nella mia città, Viterbo, la situazione non è stata migliore: addirittura per diverse ore l'ospedale era praticamente isolato e irraggiungibile perché la strada non era transitabile. So per esperienza personale di ex-dializzato quanto sia importante poter raggiungere il proprio ospedale. Chi fa dialisi, di norma 2 o 3 volte la settimana, si sottopone ad un "trattamento salvavita" che per la sua stessa natura non è rinviabile e deve prescindere dalle più avverse condizioni atmosferiche. Se teniamo conto di quanti enti dovrebbero assisterci in queste occasioni dovremmo stare più che tranquilli: le amministrazioni comunali, quelle provinciali, la Protezione civile, l'Anas per quanto riguarda le strade statali. Sembrerebbe a prima vista una macchina perfetta in grado di risolvere bene e celermente le situazioni più difficili. Invece è proprio il contrario: le istituzioni comunicano poco e male tra loro e gli interventi non vengono eseguiti con la necessaria celerità. Quando il cittadino si trova in difficoltà si aspetta che la macchina dello stato, quale che che sia l'ente che in quel frangente se ne occupa, lo faccia velocemente, soprattutto quando l'evento era stato previsto. Tutte le previsioni meteo avevano annunciato per i primi giorni di febbraio un freddo molto intenso, tanto da citare il precedente dell'inverno 1985. Si deve presumere allora che gli avvisi di allerta meteo sono stati sottovalutati o male interpretati. Nel primo caso ha vinto la superficialità, nel secondo caso l'incompetenza. In uno stato serio, subito dopo aver affrontato e risolto l'emergenza, si indagherebbe per stabilire chi ha sbagliato ai vari livelli, così da farlo rispondere di fronte alla legge dei propri errori. Temo invece che dopo la bufera di neve e la bufera mediatica del rimpallo penoso delle responsabilità nulla cambierà, l'unica responsabile sarà la natura che ci ha mandato il freddo siberiano.
Giovanni Fonghini

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