giovedì 15 marzo 2012

Sei malato? Hai due nemici, la malattia e la burocrazia

C'è un aspetto della burocrazia del quale si parla troppo poco: riguarda la sanità e coinvolge i malati gravi e cronici, gli invalidi e le persone che hanno "malattie rare". Per i media fa più notizia, è ovvio, parlare dei finti invalidi, che vengono smascherati sempre più in gran numero. Punire i furbi che hanno percepito indebitamente soldi dallo stato è giusto e sacrosanto, ma, come dice un vecchio proverbio, non vorrei che "scontasse il giusto per il peccatore".
In Italia manca sempre la giusta misura, tutti sono accecati dalla furia moralizzatrice, però ci si ferma all'ultimo anello del malaffare delle dichiarazioni false sullo stato di salute, il finto malato. Superficialmente si tralascia di dire che per molti anni i riconoscimenti di invalidità venivano elargiti a piene mani ed erano parte integrante di un diffuso sistema clientelare. Non voglio giustificare i disonesti, ma per essere credibili è l'intera catena di scambio di favori che va spezzata. A fronte dei furbi disonesti che hanno truffato le casse statali c'è invece la categoria dei malati veri, che ha di fronte a sé due nemici, la propria malattia e la burocrazia. Un viaggio estenuante tra sportelli vari, timbri e autorizzazioni di più uffici che incidono anche psicologicamente su una persona già debilitata nel fisico, costretta ad avere come compagna di vita una malattia cronica (peggio ancora se grave). Tra questi ci sono i portatori di handicap di cui alla legge 104 del 1992; molte persone ancora giovani e attive, in quanto lavorano, per esempio ogni due anni debbono rinnovare la richiesta sia per quanto riguarda la fruizione dei permessi dal lavoro previsti dalla legge sia per quanto riguarda il rinnovo della patente di guida. E' un vero stillicidio di energie, tempo e soldi, che potrebbero essere meglio impiegati. I controlli vanno fatti, e su questo credo si sia tutti d'accordo. Però fare i controlli non significa  vessare il cittadino così frequentemente (o almeno se lo si vuole fare così i passaggi burocratici debbono essere snelliti al massimo). Altra categoria di cittadini alle prese con la burocrazia della sanità è quella delle persone che vengono colpite dalle cosiddette malattie rare; spesso si tratta di bambini. Proprio per il carattere di rarità le loro patologie sono poco note alla scienza medica; questo comporta che ai malati, o ai loro genitori nel caso di bambini, non viene immediatamente riconosciuto il diritto all'esenzione del ticket sui farmaci o sugli accertamenti medico-clinici necessari per contrastare la malattia. Tanti hanno dovuto a lungo reclamare nei confronti degli uffici delle loro asl il riconoscimento di questo diritto. La semplificazione per queste persone, i cittadini malati e le loro famiglie, sarebbe un esempio concreto e civile di buona burocrazia. Fino ad ora invece si sono viste soltanto le sparate propagandistiche degli spot televisivi dei vari ministri alla semplificazione e della sanità che si sono succeduti negli anni: politici di ogni sponda o tecnici non fa differenza.
Giovanni Fonghini

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