lunedì 26 novembre 2012

"Semo venuti già menati"

La mia storia passata di ribelle degli anni '70 e '80 mi porta a guardare con grande simpatia la genialità di quel cartello degli studenti in corteo contro i tagli alla scuola pubblica con su scritto "semo venuti già menati". L'esperienza insegna che, quando si lotta per cambiare le cose, la forza delle idee accompagnata dall'ironia è più utile ed efficace della violenza. Si dice che con gli anni si dovrebbe acquisire una maggiore pacatezza d'animo: a me non è successo. Anzi, la rabbia giovanile, che mi faceva contestare il sistema, con le esperienze vissute nel corso di alcuni decenni ha acquistato in lucidità ed è diventata ancora più forte. Ma la rabbia da sola non porta da nessuna parte, deve diventare proposta concreta, costruzione di altro differente dall'attuale.
Ritornando a quegli anni non posso non ricordare, a meno di un mese dalla sua scomparsa, Pino Rauti e le sue brillanti intuizioni sociali e politiche . Seppe dare a tanti di noi, militanti del Fdg e del MSI, un linguaggio politico nuovo, per potere affrontare con cognizione di causa le contraddizioni, le ingiustizie e gli squilibri della società moderna, che poi sarebbero esplosi negli anni a venire. Il 1 marzo del 1979 esce il primo numero del settimanale Linea: tante pagine rilette oggi sono ancora più attuali. Temi che fino ad allora erano stati trascurati dalla politica ufficiale dei partiti cominciarono a diventare spunti di dibattito e riflessione: l'attenzione all'ambiente, la povertà del Terzo Mondo, i limiti del modello capitalistico teso unicamente ad una impossibile e disumanizzante crescita infinita della produzione e dei consumi. In quel clima effervescente e creativo i giovani del Fdg, senza mai dimenticare l'attenzione al sociale connotato costitutivo del MSI sin dalla sua fondazione, videro nascere pubblicazioni, associazioni e manifestazioni, che avrebbero lasciato il segno fino ad entrare nella storia della politica contemporanea: il mensile satirico "La voce della fogna", la creazione dei GRE-Gruppi di Ricerca Ecologica (prima ancora della nascita dei Verdi nel panorama politico italiano), gli indimenticabili Campi Hobbit. Gli insegnamenti di Pino Rauti avevano fatto sì che una volta ancora gli steccati vetusti destra-sinistra finissero in frantumi; questo spiega il senso del progetto che vedeva il MSI durante la sua segreteria proiettato verso lo "sfondamento a sinistra".  Fu un'esperienza emozionante, che seppe darci un po' di respiro nel clima cupo e sanguinoso degli anni di piombo. Mi piacerebbe che i giovani di oggi, non rassegnati all'attuale stato di cose, potessero avere la fortuna di vivere come noi quei momenti di laboratorio politico, durante il quale comprendemmo che si poteva fare politica attraverso la metapolitica.
Giovanni Fonghini

3 commenti:

  1. si, caro Giovanni quei periodo per la componente "socialrivoluzionaria del Msi che seppe prendere gli insegnamenti di un recuperato Pino Rauti furono veramente anni di sano ribellismo romantico e passionale!In effetti Rauti finalmente abbandona il tema dell'"anticomunismo da sconfiggere a tutti i costi e con qualsiasi mezzo"( purtroppo anche questo va ricordato se si vuole dire la verita'....) e torna a parlare alla base giovanile con temative innovative ed originali, per la Destra di allora.
    Va pero' detto che la figura di Rauti resta pure per me un mistero perche' quella del Centro studi, di Linea futura e della prima Fiamma tricolore del dopo Fiuggi e' un conto, ma il Rauti dei fine anni sessanta- primi anni settanta , della sua stessa figur a di segretario nel periodo Gennaio 1990- estate 1991 e degli ultimi anni di disincantati, folli e miopi elogi del Berlusconi " unico statista rimasta in Italia che possa cambiare questo paese" a suo dire (purtroppo, si, caro Giovanni, mi duole ricordarlo ma furono parole sue.....) o che tenta pateticamente di presentarsi come "indipendente" nel 2006 addirittura nella liberalcapitalista e ultraoccidentale lista di Forza Italia ( quindi con Taradash, Biondi, Tiziana Maiolo, Dell'utri, Previti, etc)resta pur sempre un immagine di una persona allo sbando e in preda adgli istinti di mera conservazione di qualche privilegio in piu' da ottenere in parlamento.
    Detto questo e sorvolando sulle capacita' amministrative di Pino Rauti (per rispetto che pur si deve ad una persona che pure e' mancata ), ti ricordo caro Giovanni che comunque poche furono le persone che a livello dirigenziale e a maggior ragione parlamentare seppero esprimere qualcosa di alternativo al filo atlantico, conservatore e sostanzialmente occidentalista MSI Destra Nazionale di allora(parliamo degli anni settanta e ottanta Veramente pochissime e credo tu ne possa conoscere qualcuno di loro.
    La maggior parte di queste figure furono in verita' costrette dentro il partito all'emarginazione o addirittura cacciate ed espulse immotivamente (come successe a Marco Tarchi) o costrette a lasciare il partito per il totale abbandono delle temariche costitutive originarie ( Uscita dalla Nato, Socializzazione, Stato Etico Nazionale del Lavoro) sin dagli anni cinquanta.
    Una di queste e' Manlio Sargenti recentemente scomparso e che qui mi piace ricordarlo come persona veramente nobile, semplice, aperta al dialogo con Tutti, senza alcuna distinzione.
    Ringraziamo Manlio Sargenti di averci donato un'Idea e una speranza e permettere a noi che abbiamo un Ideale di ricordare che sappiamo portare idee e progetti e non solo violenza e nostalgia reducista come qualcuno asserisce per considerarci fuori dalla storia o dei meri sepolcri imbiancati.
    Noi invece abbiano delle PROPOSTE e Manlio Sargenti ce l'ha ricordato.
    Onore a Lui e un caro augurio di Buon Natale a te Giovanni al quale chiedo perdono se da tempo non riuscivo piu' a leggere i tuoi articoli sempre interessanti e pieni di "Pathos" mai autocommiserativo ma sempre e
    propositivo e con delle proposte proiettate nella realta' quotidiana.
    Un Abbraccio e un carissimo saluto, Giovanni.
    Buon Natale di Serenita' e Gioa per te e la tua famiglia.


    Agostino

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  2. Caro Agostino ti ringrazio per il tuo commento così approfondito: la politica è pienissima di contraddizioni e tu fai comunque bene a ricordarle. Citi Manlio Sargenti, questo mi fa un immenso piacere; nei giorni scorsi ho condiviso da YouTube sui social network una sua intervista in 3 parti. Grazie per le belle parole di apprezzamento per quello che scrivo. Ti abbraccio forte e ricambio gli auguri di serenità e gioia per te e i tuoi cari.
    Giovanni

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  3. Grazie e ancora Auguri, anche per un sereno e felice anno nuovo.
    Spero un giorno di avere la grande gioia di conoscerti personalmente, Giovanni
    Agostino

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