domenica 21 dicembre 2014

La mia Europa

Si parla molto di Europa, è un argomento dibattuto quotidianamente. Ancora una volta debbo constatare come la mia idea di Europa è quanto di più lontano si possa immaginare dalla elefantiaca macchina politico-burocratica europea, impegolata in una miriade di direttive e regolamenti, che sanciscono, ad esempio, la lunghezza standard dei gambi di carciofo. La mia Europa rimanda all'identità di una delle civiltà principali della storia umana. Civiltà, che dal passato alla soglia dei nostri giorni, cercherò di compendiare in un elenco, personalissimo e discutibilissimo quanto si vuole, di riferimenti rappresentativi di un'altra Europa, alternativa a quella diffusa dal tam tam dei media, attraverso l'ingannevole identificazione dell'Europa stessa con le istituzioni europee, prive il più delle volte della effettiva legittimazione popolare.

lunedì 27 ottobre 2014

Sarà Viterbo la prossima capitale europea della cultura?

Potrebbe essere Viterbo, dopo Matera, la prossima capitale europea della cultura? E' un'ipotesi interessante, ma al di là dei facili entusiasmi è opportuno conoscere qualcosa sulle origini e sui meccanismi che regolano le designazioni delle capitali europee della cultura da parte dell'Unione Europea.

sabato 13 settembre 2014

La Macchina di S. Rosa di Viterbo patrimonio dell'Unesco, ma quanti lo sanno?

Lo scorso 3 settembre alle ore 21 si è ripetuta a Viterbo la tradizione plurisecolare del trasporto della Macchina di S. Rosa. Le origini religiose del trasporto nascono il 4 settembre 1258: una solenne processione guidata da Papa Alessandro IV traslò il corpo incorrotto della giovinetta Rosa, venerata dal popolo viterbese già in vita prima della sua morte a circa 17 anni, dalla chiesa di S. Maria in Poggio, meglio conosciuta come la Crocetta, alla chiesa di S. Maria delle Rose, oggi Santuario di S. Rosa.
Il 4 dicembre '13 a Baku in Azerbaigian una commissione dell'Unesco ha dichiarato la Rete delle Grandi Macchina a Spalla - ne fanno parte le città di Viterbo, Nola, Sassari, Palmi - patrimonio immateriale dell'umanità. Un riconoscimento prestigiosissimo, che a Viterbo ha premiato l'impegno e il lavoro di 7 anni del Sodalizio dei Facchini di S. Rosa e di altre istituzioni locali. Cercando nel web ho trovato un lancio dell'agenzia di stampa Adnkronos del 29 agosto 1996, che così descriveva la suggestione di questo evento spettacolare:

martedì 22 luglio 2014

Renzi non tagliare il Corpo Forestale dello Stato

In questi giorni diverse fonti d'informazione hanno rilanciato la notizia di una proposta di legge, che prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato in nome della politica dei tagli. Ma non sempre i tagli sono utili, in alcuni casi risultano addirittura dannosi. Il Corpo Forestale dello Stato è uno dei corpi di polizia italiani e fa capo al ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

sabato 22 marzo 2014

Viterbo. L'esposizione di Sebastiano del Piombo un evento culturale mancato

Nei mesi scorsi a Viterbo nella Sala Regia del Palazzo dei Priori si è tenuta l'esposizione straordinaria di due tavole di Sebastiano del Piombo. Poteva diventare un evento culturale importante per la città, ma non è stato così. Il territorio del Viterbese continua a perdere ogni possibile opportunità di crescita, sociale, culturale ed economica. Sebastiano del Piombo è un pittore del '500; nota è la collaborazione con Michelangelo Buonarroti. Antonio Paolucci e Claudio Strinati sono tra i suoi profondi conoscitori ed estimatori. Antonio Paolucci in una intervista del 2011 al settimanale Sette del Corriere della Sera definì "La Pietà" di del Piombo "uno dei quadri più belli al mondo, un notturno shakespeariano su tavola". Claudio Strinati nel 2008 a Roma a Palazzo Venezia organizzò una mostra monografica sulle sue opere; su Rai5 nell'autunno scorso nella trasmissione "Roma. La storia dell'arte" parlò di alcune sue opere che si trovano a Roma, a S. Pietro in Montorio e a S. Maria del Popolo (in quella chiesa è sepolto). Quindi le premesse c'erano in abbondanza per trasformare in un evento culturale, almeno di portata nazionale, l'esposizione straordinaria delle due tavole "La Pietà" e "La Flagellazione". Per i non viterbesi va detto che la sede naturale delle tavole è la pinacoteca del Museo Civico di Viterbo, ancora chiuso per lavori di ristrutturazione. Recentemente Filippo Rossi, presidente del consiglio comunale viterbese, su alcuni media locali ha puntato il dito sulla mancanza di investimenti pubblicitari adeguati per l'esposizione. Un errore, non l'unico, che ha relegato la promozione di questa esposizione in un ambito poco più che provinciale. L'amministrazione comunale ha fatto proprio il ragionamento tipico del cosiddetto uomo della strada: "in tempi di crisi non si possono spendere soldi per la pubblicità". Senza voler scomodare Philip Kotler, uno dei padri dei moderni studi sul marketing, autore del monumentale "Marketing management", va ricordato che molti studiosi affermano che gli investimenti pubblicitari debbano essere anticiclici per definizione. Ovvero, detto in parole povere, si fa ancora di più pubblicità proprio perché c'è crisi. Viterbo e il suo territorio hanno un maledettissimo bisogno di farsi conoscere dal grande pubblico dei circuiti turistici principali. Sono ricchissime di bellezze naturali, paesaggistiche, storiche, artistiche, architettoniche, archeologiche, ma pochi le conoscono. L'esposizione straordinaria di due tavole di Sebastiano del Piombo doveva diventare un grande evento; non ci si doveva accontentare della presenza di Vittorio Sgarbi all'inaugurazione. Le associazioni territoriali di categoria degli albergatori, dei pubblici esercenti, dei ristoratori andavano incoraggiate e motivate, magari con la creazione di un pacchetto di sconti e di bonus per i visitatori della mostra attraverso l'esibizione del biglietto della mostra, seppur gratuito, agli esercenti stessi. Sul piano culturale si poteva creare una sponsorizzazione con un canale tv tematico, come Rai5 o con una rivista del settore artistico. Gli stessi Paolucci e Strinati, magari insieme a Sgarbi, avrebbero potuto firmare una presentazione, diciamo un mini-catalogo, delle opere esposte. Insomma, con i tempi giusti e con maggiori risorse, non soltanto economiche, si sarebbero potute fare tante altre cose che non sono state fatte. Si è preferito tenere il consueto basso profilo, forse retaggio del vecchio clima, mai tramontato, degli anni '50 e '60 del notabilato locale, agrario-democristiano, che ha sempre preferito mantenere lo status-quo e tenere nell'isolamento la provincia di Viterbo. Anche la penuria cronica di valide infrastrutture viarie e ferroviarie di collegamento ne è la riprova. Peccato, un'altra occasione di crescita buttata al vento.
Giovanni Fonghini

domenica 12 gennaio 2014

Il cinema di Francesco De Robertis in prima serata

Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera , ha pubblicato sul forum TeleVisioni questa mia lettera, che propone la visione nella prima serata tv del cinema di Francesco De Robertis, singolare figura di ufficiale di marina e regista.