mercoledì 16 dicembre 2015

Non ci facciamo riconoscere

"Non ci facciamo riconoscere", diceva Alberto Sordi nel film "Crimen" del 1960. Una frase che si adatta bene per descrivere lo stupore, di cui hanno scritto i media locali viterbesi e il Corriere della Sera nella pagina romana, nato in seguito all'installazione a Viterbo dei nuovi totem turistici redatti in una lingua inglese non troppo corretta.

domenica 11 ottobre 2015

Se non avessi letto quel libro

Nel 1986 acquistai in un circolo culturale di alcuni amici un libro, fondamentale nella mia formazione politica da lì in poi. Il libro era "Noi rivoluzionari" scritto da Adalberto Baldoni.
A 40 anni dalla nascita del MSI quel libro ebbe il pregio di descrivere, dal di dentro, la storia del cammino del partito evitando il tono celebrativo e senza avere paura di descrivere gli errori compiuti. Grazie a quel libro iniziai pure a conoscere l'operato politico di Beppe Niccolai. Scrisse infatti lui la prefazione, sotto forma di lettera all'autore.

domenica 16 agosto 2015

giovedì 25 giugno 2015

Beppe Niccolai

"....E poi la "cultura" del progresso illimitato, travolgente, senza legami, senza tradizioni, senza i ricordi. Che vale oggi la storia di un borgo medievale, nel rispetto di chi ci ha vissuto, parlato, camminato, prodotto cultura e fiabe per bambini? Che vale conservare un paesaggio, un fiume, un ruscello? Anche quelli sono valori della tradizione. L'uomo non è fatto solo per produrre e consumare; l'uomo è anche pianta, albero-figlio della terra, della sua terra. La città a misura d'uomo. L'uomo, il rispetto della sua complessa unicità.
A chi abita nelle "batterie" degli uomini da lavoro resta, oggi, una sola via da percorrere per conservare la stima di sé: non rimuovere dalla coscienza la vita di chi ci è accanto, di chi ci è compagno di sventura; non dimenticarlo non chiudersi nel più completo isolamento. Si abita sullo stesso pianerottolo e non ci si conosce. E si fa di tutto per evitare di conoscersi. Si chiudono con i tramezzi i balconi.
Perché? Per la paura di vedere riflessa nel vicino la propria immagine disperata, di uomini da lavoro in "batteria". E i figli? Scendono dalle nuove zone di frontiera, le bande. Che possono fare se sono cresciuti in questa "cultura" che ha ucciso, con la memoria storica, città e territorio? Vandalismi? E come possono avere rispetto se ciò che vedono (e in cui vivono) è triste e brutto? Centinaia di migliaia di abitazioni che si distinguono solo per i numeri civici. Quei quartieri: disegnati da quale "cultura"? Da quali "architetti"? I ragazzi, oggi abituati ad essere consumatori, sfiorano l'angoscia, la noia per sazietà di stimoli. Via la Patria, via la religione, via le ideologie, via ogni fede. Via ogni autorità, tutto è permesso. Viva la città senza bandiere, senza altari, senza idee, senza politica vera. Si scatenano i demoni. Questa è la cultura fondante sorta per edificare la città senza Dio. La città senza inibizioni, la città dove si può tutto. Ed ecco l'infelicità, la noia, il collasso totale. Come si esce da questa crisi metapolitica, da questa crisi di religione? Occorre ritrovarsi, tornare a stare insieme. Tornare ad un modo di vivere che dia senso alla vita.
Superare la vacanza della Storia che ci ha portato alla perdita di identità. Tornare Comunità. Tornare "memoria" 

domenica 3 maggio 2015

La Macchina di Santa Rosa all'Expo Milano 2015: facciamolo però sapere

Viterbo continua a non saper promuovere le sue bellezze, le sue peculiarità, i suoi eventi. Questa è la lettera che ho inviato ai media locali prendendo spunto dall'esposizione della Macchina di S. Rosa all'Expo.

giovedì 9 aprile 2015

Grazie, Giampiero Rubei

Cosa significa la parola comunità? Leggo sul Vocabolario Treccani della Lingua Italiana la seguente definizione:b. Insieme di persone che hanno comunione di vita sociale, condividono gli stessi comportamenti e interessi; collettività”. Perché ho sentito il bisogno di rileggere il significato di comunità? E’ presto detto: la colpa è della triste notizia della scomparsa di Giampiero Rubei e quindi devo in qualche modo "riappropriarmi" dell'essenza, del significato più profondo e vero di questa parola bellissima.

domenica 22 febbraio 2015

Viterbo capitale italiana della cultura: facciamo il punto

Investire nella cultura e nella promozione turistica può essere una leva di crescita economica territoriale. Un bando di questi giorni del Mibact ha acceso le speranze di molti capoluoghi di provincia, piccoli e grandi, di reperire fondi idonei. Anche la città di Viterbo è partecipe di queste speranze. Questo è il mio contributo pubblicato da alcuni media locali.

giovedì 29 gennaio 2015

Epitaffio per la sovranità nazionale

A proposito del governo Tsipras e della sovranità nazionale ho pubblicato su Facebook questo post: "Sarò all'antica, sarò superato, non lo so. Ma che Juncker inviti "caldamente" un presidente del consiglio liberamente eletto dal popolo a recarsi quanto prima a Bruxelles da lui mi fa rabbia da morire. La sovranità nazionale è diventata uno straccio sotto i piedi degli eurocrati. E quelli che tanti anni fa, sulla mia sponda come su quella opposta, dicevano di voler fare la rivoluzione trovano la cosa assolutamente normale".