lunedì 2 aprile 2018

Turismo, Viterbo e la provincia hanno ancora molto da imparare

A Viterbo è la stessa storia tutti gli anni . Durante il ponte di Pasqua e nei giorni immediatamente successivi sui media locali, web e cartacei, si riparla di turismo e si snocciolano cifre positive sul flusso dei turisti venuti a Viterbo e nella Tuscia. Quindi, viterbesi e amministratori locali, dovremmo essere tutti contenti per quanti sono venuti a visitare le bellezze del capoluogo e del territorio della provincia. Ma al di là di questi periodi positivi i mali endemici che affliggono il turismo viterbese restano tali e quali: la scarsità di investimenti pubblicitari e l'assenza di una visione strategica d'insieme per programmare e coordinare le varie iniziative nel breve, medio e lungo periodo. Per dirla con un proverbio locale la situazione del turismo di Viterbo (e della stragrande maggioranza dei comuni sua provincia) "nun cresce e nun crepa", ovvero vive in un poco entusiasmante status quo. Non si fa promozione turistica, uno degli strumenti della comunicazione territoriale, e non si investe. Alcuni mesi fa il 22 gennaio Augusto Grandi sul suo blog Girano a proposito della promozione turistica, che vede alcune località molto presenti ed altre molto meno, salvo poi quest'ultime avere la pretesa di avere gli stessi risultati di quelle che lavorano e investono continuamente e non sporadicamente, così scriveva:

venerdì 26 gennaio 2018

Sovranità se ci sei batti un colpo

E' folle tornare a discutere sul primato della politica sull'economia e sulla sovranità nazionale? Forse sì, ma talvolta i cambiamenti sono iniziati con il ragionare proprio intorno a un'idea che ai più sembrava irrealizzabile. Lo spunto di questi ragionamenti sono le recenti intromissioni di Moscovici prima e Lagarde poi sulle prossime elezioni italiane, alle quali i media hanno dato ampio risalto.